Costruiamo una casa di mattoncini Lego?

Lego e Transcreation

Cosa unisce la traduzione, le lingue straniere, la scrittura e tutti i loro relativi settori ai mattoncini Lego?

La creatività.

Tira fuori la tua creatività e cambierai il mondo

Un giorno qualcuno mi ha parlato di un poster pubblicitario affisso a una fermata della metro inglese davvero sorprendente.

L’immagine e la scritta principale erano più o meno così:

Pubblicizzare degli accessori per la pulizia della casa, facendo leva sulla fantasia e la creatività dei bambini divenuti ormai adulti, è stata a parer mio davvero una grande idea.

Credo che questo copywriter abbia giocato tanto con i mattoncini Lego per raggiungere un livello creativo così alto.

E non credo solo da piccolo.

Il Lego Serious Play nella traduzione

Da qualche anno è nato il Lego Serious Play, un metodo ludico estremamente creativo che coinvolge il funzionamento del cervello.

Questo sistema serve a lavorare principalmente l’emisfero destro, quello più artistico, per stimolare la creatività e l’immaginazione.

Durante il gioco, tra costruire torri, creare storie, distruggere muri, e crearne altri, possono nascere potenti metafore, utilizzabili poi anche in ambito lavorativo. E, naturalmente, anche nella tecnica più creativa della traduzione: la transcreation.

Il Lego Serious Play nella pratica

Utilizzare i Lego in sessioni di brainstorming, riunioni di team e corsi di vario genere (in uno vengono usati per insegnare a utilizzare strategicamente LinkedIn) è davvero rivoluzionario.

Si svuotano i famosi scatoloni rossi pieni di mattoncini su un tavolo e, in base alle direttive di chi gestisce l’incontro, si inizia a costruire.

Ti può essere chiesto di creare un muro, e se sono presenti 3 gruppi di persone, sicuramente nasceranno 3 pareti diverse.

Oppure una casetta, un piccolo giardino, una macchina.

L’importante è attivare le rotelle dell’immaginazione, e che le creazioni abbiano inizio.

Il Lego Serious Play nella transcreation

La transcreation è creatività allo stato puro nel processo traduttologico, giusto?

Allora non ti rimane che provare questa nuova tecnica per vedere quello che un traduttore riesce a tirare fuori.

Ti chiedono di transcreare un annuncio pubblicitario per un importante brand automobilistico?

Puoi provare a lasciarti ispirare creando qualcosa di simile:

Il processo di costruzione potrebbe portarti grandi idee.

Devi transcreare qualche prodotto per la pesca?

La casa del pescatore potrebbe fare al caso tuo.

Beh, te lo confesso: queste magnifiche costruzioni sono state fatte con le istruzioni alla mano, ma rappresentano comunque degli ottimi spunti da cui iniziare.

Ti lascio un mattoncino

Con questo articolo ti lascio un mattoncino da cui partire per scatenare tutta la tua creatività.

Se sono passati anni dall’ultima volta che hai preso in mano la tua base grigia con puntini e strade disegnate, ti consiglio di andare in cantina e darle una bella spolverata.

L’hai trovata? Hai di nuovo tutti i tuoi sorridenti personaggi a portata di mano?

Bene. Sono proprio curiosa di sapere cosa ne pensi, e di vedere tutte le tue transcreazioni Lego nei commenti qui sotto.


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Ricordi/1 – EUROGAMES

Un diario ha mille ricordi.

E oggi vorrei condividerne uno con te, al quale tengo davvero moltissimo.

Perché il mondo del libero professionista è anche questo: tanti ricordi da portare nel cuore per sempre.

Eurogames: traduttori e interpreti senza frontiere

Bisogna tornare indietro di due anni, prima della Pandemia, prima del COVID-19, prima di tutto questo caos in cui ci siamo ritrovati.

Eravamo a Brescia, in una caldissima giornata di luglio, e l’unico pensiero che avevamo era andare a trovare un po’ di refrigerio davanti a un’aria condizionata di qualche negozio.

Era un giorno come tanti altri; una di quelle in cui ti alzavi e i tuoi unici problemi erano un paio di testi da consegnare in tempo e ritagliarti un paio di giorni di riposo in montagna oppure al mare.

Poi arriva la telefonata.

E tutto cominciò.

Inizia l’avventura

Da Brescia a Roma ci sono esattamente 557 chilometri, 5 e 51 minuti di auto e tanta, tanta trepidazione. Sai quello stato d’animo ansioso, di chi attende combattuto fra la speranza e il timore? La speranza di fare bene e la paura che qualcosa vada storto.

In quella telefonata ci era stato richiesto di fornire un paio di interpreti di supporto per aiutare la produzione di Nonpanic a comunicare con i partecipanti stranieri durante l’organizzazione dei nuovi Giochi senza frontiere, nel nuovo format EUROGAMES.

Lì per lì abbiamo sentito una scossa lungo la schiena. Ma senza pensarci due volte abbiamo detto di sì, e siamo partiti.

Il progetto

Il nostro progetto prevedeva:

– Analizzare il calendario delle giornate in cui erano richiesti i traduttori

– Confermare di quali lingue straniere aveva bisogno il cliente

– Stilare un preventivo considerando: lingua di lavoro, orario di lavoro, numero di giornate a settimana, eventuali ore di straordinario

Preventivo accettato

Ok, adesso si fa sul serio.

I passi successivi da intraprendere erano ben chiari nella nostra mente: dovevamo creare un team di professionisti su Roma disponibili a lavorare per un determinato numero di giornate per quasi due mesi. Su un set televisivo. Anche di notte. Con Alvin e Ilary Blasi.

Chi mai poteva rifiutare un lavoro del genere?

Dopo colloqui, telefonate, analisi di curriculum e contratti stilati la settimana del 15 di agosto, avevamo il nostro team. E che team.

Il team di SoundTrad

Avevamo 2 interpreti di spagnolo, 2 interpreti di tedesco, 2 intepreti di greco e 2 interpreti di polacco, con tutte le riserve nel caso fosse successo qualcosa.

Eravamo sul pezzo.

Prima della prima giornata di riprese, il 4 settembre, ci siamo fatti i nostri 544 km e siamo scesi a Roma a conoscerli tutti.

Dopo una cena insieme e un brief veloce, avevamo tutte le risorse pronte per iniziare questa avventura.

Settembre

Inizia settembre, il mese tanto atteso. Siamo rimasti attaccati al telefono giorno e notte fino alla metà di ottobre, la fine del progetto.

Era importante essere costantemente presenti, sia con la produzione che con i nostri interpreti e traduttori, per risolvere eventuali incidenze, trovare professionisti per incarichi dell’ultimo minuto, tradurre documenti importanti e urgenti.

Il risultato

Tanta, tanta, tanta soddisfazione.

Soddisfazione per aver saputo gestire un incarico di queste dimensioni, soddisfazione per avere scelto delle persone fantastiche con cui lavorare, soddisfazione di avere fatto una foto come questa 👇

SoundTrad & Alvin sul set di Cinecittà World, Roma

Roma, alla prossima 😎

Transcreation: l’arte della traduzione

Transcreation: traduzioni creative per il marketing

Cosa significa Transcreation e chi si occupa della Traduzione per il marketing?

La Transcreation, o Traduzione per il marketing, è una traduzione creativa, in cui il traduttore non si limita a trasportare un determinato contenuto da una lingua A a una lingua B.

Nella transcreation, il principio di equivalenza viene meno.

L’obiettivo principale del transcreator è quello di analizzare il brief del cliente, il materiale a disposizione, studiare la concorrenza e pensare a un testo bello e accattivante che possa trasmettere al pubblico target le stesse sensazioni che il testo originale trasmette ai suoi prospect o clienti.

Studiare l’audience del testo che stai transcreando è quindi essenziale per decidere cosa scrivere e come farlo.

Pensare a una CTA, o call to action, per un pubblico di una fascia d’età che va dai 35 ai 45 anni sarà diverso dall’idearne una per un pubblico di adolescenti.

Ecco perché possono esserci tante transcreation quante audience di un determinato brand.

Dove viene utilizzata la Transcreation?

La Transcreation è un processo traduttologico utilizzato principalmente nella pubblicità, nelle comunicazioni commerciali e nel marketing.

Potrebbe essere la traduzione di uno slogan o quella di un payoff, ad esempio.

Prova a pensare alle infinite modalità di comunicazione nel marketing. Ecco. Ogni messaggio che un brand desidera trasportare in una lingua straniera e, quindi, in una società o cultura diversa dalla sua, avrà bisogno di una transcreation pensata a puntino.

Il transcreator: copywriter-traduttore o traduttore-copywriter?

Beh, potrebbe essere anche questa la domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto, ma la risposta non sarà 42, stavolta.

Io, azzarderei a dire che è un traduttore professionista con conoscenze approfondite di copywriting.

È un traduttore professionista perché per ottenere ottimi risultati sono necessarie competenze traduttologiche approfondite, ma è anche copywriter, perché deve possedere nozioni di comunicazione e marketing, e la sua penna deve avere il giusto guizzo redazionale.

A me piace definirla come una sorta di Traduzione 2.0.

È un’evoluzione della sua sorella gemella, ma con un’inversione di marcia delle nuove tendenze:

  • Meno tecnologia rispetto alla traduzione classica
  • Più creatività
  • Più potere alla parte esclusivamente umana, che prevede appunto la creazione di un testo

Come allenare la creatività per fare Transcreation

Gioca con i mattoncini Lego.

È scientificamente provato che aguzzano l’ingegno e aiutano a tirare fuori tutta la creatività presente in ognuno di noi, in ogni nostra cellula del corpo e della mente.

Disegna mappe concettuali.

Butta su un foglio tutte le parole che ti vengono in mente relative al progetto a cui stai lavorando, e poi fai i tuoi collegamenti. Il risultato ti sorprenderà.

Fatti una doccia

Aiuta a resettare la mente e a ripartire da zero. Grandi idee possono nascere sotto una cuffia.

Fai una seduta di brainstorming con qualcuno

Se sei solo in casa o in ufficio, vale anche parlare con cani, gatti o pesci rossi.

Fatti un giro

Se ancora non ti è venuto in mente niente di buono, esci di casa. Se puoi, meglio nel verde.

Qualche risorsa utile per conoscere ancora di più la Transcreation

Dai un’occhiata a questo libro: Get fit for the future of transcreation, di Nina Sattler-Hodvar.

Nel mio articolo I lunedì consiglio alcuni libri per stimolare la creatività.

Poi fammi sapere cosa ne pensi 😉

Se ti va, segui anche la mia pagina Facebook:

https://www.facebook.com/diariodiunatraductora

Terminologia con SDL Multiterm

Come creare e gestire i tuoi database terminologici

Cosa significa creare un database terminologico?

Creare un database terminologico significa raccogliere, ordinare, classificare e salvare una lista di termini specializzati.

Può essere creato in base a un progetto, a una particolare specializzazione o a un cliente.

A cosa serve un database terminologico?

Il traduttore lavora con tanti termini, tutti i giorni, che appartengono a diversi settori e clienti.

Nella traduzione specializzata, ad esempio, è fondamentale creare e avere sempre a disposizione delle liste di termini nella lingua source con la rispettiva traduzione, definizione, descrizione, note e -perché no- anche immagini.

Per quanto riguarda invece la transcreation o traduzione per il marketing, sconsiglio l’uso di tool specifici per traduttori professionisti, poiché è un tipo di traduzione creativa, in cui seguire la segmentazione data da un CAT tool o le proposte di un database terminologico potrebbe essere fuorviante.

Usare un database terminologico durante il processo di traduzione

Caricare un TB sul tuo CAT tool mentre traduci non ha davvero prezzo.

Passerai da essere un traduttore con tempi di traduzione normali a scheggia fulminea in un battibaleno.

Come funziona il mio file TB?

Sembra complesso, ma una volta che ci hai preso la mano è davvero molto semplice.

Salva la parola source e la relativa traduzione (anche frasi intere) selezionando i termini e facendo clic su F2.

Nei segmenti seguenti, se compare lo stesso termine salvato in precedenza, il software lo rileva.

Appena digiti la prima lettera del termine in questione, Multiterm te lo propone immediatamente.

Fai clic su INVIO e il gioco è fatto.

Occhio a dove salvi i file

Un consiglio: attenzione a dove (e come) salvi i tuoi database.

Io creo sempre una cartella nuova per ogni TB, poiché ogni volta che apri il tuo file in Studio, si apre anche una serie di altri file.

Credimi, se non li collochi tutti nella loro rispettiva cartella sarà un vero caos!

Può sembrare complesso e frustrante dover imparare l’ennesimo programma informatico nel nostro lavoro… ma credimi, ne vale realmente la pena.

Non solo termini

Il programma consente all’utente di salvare altre informazioni del termine che desidera salvare.

Eccoti una breve spiegazione in immagini di quello che devi fare per creare il tuo fantastico file.

Immagini esplicative su come creare il tuo termbase

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Se il programma non ti mostra subito la cartella in cui verrà salvato il database, prova a guardare in Unità C, Documenti, Studio 2021 (o la tua versione del software), Termbase.

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In questo punto non scordarti di inserire anche la lingua di destinazione.

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Qua puoi aggiungere tutti i campi che desideri: definizione, contesto, web, descrizione, genere grammaticale, e perfino “immagine”, in cui puoi allegare una foto del termine che apparirà nel tuo termbase.

Basta fare clic su Properties e scegliere l’estensione di file che allegherai (se si tratta di una immagine, sarà MULTIMEDIA).

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Seleziona tutti i campi creati nella finestra precedente, poi Term Level (sopra a sinistra) e infine Add.

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Grandioso, vero?

Se hai delle domande, scrivimi sotto nei commenti, oppure inviami una mail.

Ti risponderò in tempo record, promesso 😉

Il traduttore specializzato

Come si diventa traduttori specializzati?

Se parto da zero

Ogni traduttore può diventare un traduttore specializzato.

Il salto da traduttore generico a traduttore specializzato può essere pressoché immediato quando ricevi una commessa di traduzione di un manuale di una moto, di un sito Internet che vende impianti di riscaldamento o di aria condizionata, o delle istruzioni di una macchina a controllo numerico, da consegnare in meno di una settimana.

L’ideale sarebbe accettare sempre e solo progetti di traduzione con cui ti senti a proprio agio, ai quali hai già lavorato in precedenza, appartenenti a specializzazioni a te familiari.

Ma -ahimé- non sempre è possibile. All’inizio è inevitabile imbattersi in progetti appartenenti a campi di specializzazione sconosciuti, e molto spesso è proprio il lavoro che ti porta ad approfondire ambiti ben precisi.

Quasi senza volerlo, anni fa mi sono trovata a lavorare con molti testi sulla moda, e una delle mie specializzazioni adesso è proprio quella (sì, anche la moda può essere considerata un settore più che specializzato). Ho tradotto molte descrizioni di prodotti, articoli di giornale, comunicati stampa e pubblicità per Desigual, Armani, Colmar, e altre case di moda molto famose a livello internazionale.

In tanti scelgono di seguire dei corsi di laurea o master ben precisi, ad esempio sulla traduzione letteraria, sulla traduzione giuridica, dei corsi sulla traduzione di bilancio o sulla traduzione di brevetti.

Indubbiamente lo studio è sempre cosa buona, anche se la pratica, a parer mio, lo è molto di più.

Il mio consiglio? Lanciati. Provaci. E mettici tutto l’impegno e tutta la passione per ottenere risultati di altissimo livello.

Come faccio a dire di sì e ottenere ottimi risultati se non sono ancora un traduttore specializzato?

  1. Documentati. E impara a navigare su Google in modo efficace e veloce.

2. Consultati con qualche collega che conosce già l’argomento, chiedendogli delle dritte su qualche database che ancora non conosci.

3. Leggi (velocemente) altri testi che trattano la stessa tematica.

4. Utilizza risorse utili. La base terminologica europea IATE, ad esempio, offre traduzioni di termini tecnici in 25 lingue diverse, appartenenti a molte categorie e specializzazioni. Ultimamente ho scoperto un’altra pagina eccezione, se devi lavorare a un progetto che parla di seta: SILKNOW, in cui puoi trovare la traduzione di termini come “seta annegata” in:

  • Spagnolo (seda ahogada);
  • Francese (soie produide par étouffage des cocons);
  • Inglese (drawn silk).

Il web ha davvero tante risorse di valore che puoi utilizzare per documentarti velocemente e ottenere un buon testo.

Occhio però: è anche pieno di traduzioni completamente sbagliate.

L’utilizzo sempre maggiore della traduzione automatica ha abbassato il livello di molti testi tradotti presenti online. Per cui non fidarti mai a occhi chiusi di PDF in varie lingue che trovi per caso durante la tua ricerca.

5. Approfondisci la tua terminologia, parlando anche con professionisti non traduttori.

Una volta, ho chiamato un mio amico elettricista per chiedergli se una “messa a terra”, secondo lui, poteva avere questa o quella caratteristica. E mi ha aperto un mondo.

Se sono già ferrato nella specializzazione del testo che mi hanno commissionato, cosa devo fare?

Ottimo. Parti già più che avvantaggiato.

La tua documentazione sarà sicuramente più veloce. Magari dovrai metterti a scovare qualche nuovo termine qua e là, e con qualche veloce ricerca potrai completare il tuo database terminologico personale in modo semplice e rapido.

Io ne uso di due tipi:

  • Database in Excel
  • Database in Multiterm

Se usi CAT tool tipo Trados Studio il lavoro sarà ancora più semplice, perché puoi caricare il tuo file .sdltb nel programma e il gioco è fatto.

Puoi vedere come creare il tuo database in questo articolo (a breve online).

Ti consiglio di dare sempre un’occhiata al testo prima di iniziare il lavoro, per chiedere eventuali dubbi al committente (se sei alla gestione di un progetto di traduzione, leggi questo articolo).

Una volta che hai tutti i tuoi tool e siti Internet di qualità aperti, puoi lanciarti nel lavoro.

Alla fine, ricordati di passare il testo in un software per il controllo della qualità, di correggere eventuali errori o unificare la tua terminologia.

Esporta il file pulito, se stai utilizzando un CAT tool, rileggi il tutto, passa il correttore di Word e invia.

Complimenti!

Adesso puoi dire di avere intrapreso la strada verso una determinata specializzazione; o di esserti specializzato ancora di più nel tuo settore 😎


Risorse utili online

Libri di approfondimento

La traduzione specializzata di Federica Scarpa è un libro didattico, dal taglio universitario, per amanti di questa disciplina (o per studenti che devono passare un esame in questa materia). Lo consiglio per capire realmente tutti gli studi che si celano dietro la traduzione specializzata e l’arduo compito di chi ci lavora tutti i giorni.

È particolarmente interessante capire tutti i livelli orizzontali e verticali che può toccare un testo specializzato.

Vi ho incuriosito? Ecco un ottimo volume per trascorrere quest’ultimo semi-lockdown.

Buona lettura 😉

Ci vediamo nel prossimo articolo.

Come si organizza un progetto di traduzione?

Il project manager.

Un progetto di traduzione ben organizzato è il giusto inizio per ottenere risultati di successo. Perché una volta che il cliente dice di sì, gli ingranaggi iniziano a girare. A girare veloce. A girare molto veloce.

I passi da seguire per organizzare un progetto di traduzione

Analizza il testo

Prima di tutto, bisogna valutare se è meglio utilizzare un CAT tool oppure no. A parer mio, non tutti i testi sono adatti per questi tipi di software. Manuali, libretti e tutti quei documenti tecnici che hanno bisogno di un controllo terminologico extra devono per forza passare da programmi professionali appositi. Altri invece no, come ad esempio testi divulgativi, Power Point di carattere generale, testi più creativi, in cui suddividere i paragrafi in segmenti può essere controproducente.

Passa all’azione

Se il testo non ha bisogno di tool particolari…

Leggi il file per individuare eventuali errori o dubbi da delucidare con il committente.

È molto importante avere tutto ben chiaro prima di partire con il lavoro vero e proprio.

Spesso i testi sono pieni di refusi, errori di battitura, frasi difficili da capire perché scritte per essere lette internamente, paragrafi tagliati o scannerizzazioni con parti offuscate.

Ogni tipo di anomalia deve essere chiarita subito, almeno puoi comunicarla subito al tuo collaboratore che lavorerà al testo.

Se il testo ha bisogno di CAT tool…

Carica il file, aggiungi una memoria di traduzione o creane una in caso di nuovo cliente, o se devi tradurre un testo di una specializzazione con cui non avevi mai lavorato prima.

Dopo di ciò, avvia un’analisi veloce e calcola il numero di parole da tradurre.

Questo passaggio è molto importante nella fase di preparazione del preventivo, perché aiuta a capire le tempistiche per la consegna del progetto di traduzione, e se sono necessari più traduttori, oppure ne basta uno solo.

Fai un’analisi terminologica

Fare un’analisi terminologica significa andare alla ricerca dei termini più tecnici presenti nel testo.

Un ottimo metodo è compilare un foglio Excel con varie colonne, suddivise in questo modo:

  • Colonna A: TERMINE SOURCE
  • Colonna B: PROPOSTA TARGET
  • Colonna C: DEFINIZIONE
  • Colonna D: IMMAGINE

Una volta terminato il tuo Excel, puoi passarlo al traduttore che lavorerà al testo, e che può compilare man mano che procede con la sua traduzione per mantenere la coerenza terminologica.

È possibile anche caricare questi file all’interno del nostro CAT tool, per eseguire controlli di qualità finali e modificare eventuali sinonimi utilizzati con la giusta terminologia approvata dal cliente del progetto.

Invia il tuo progetto al traduttore

Invia il tuo progetto al traduttore assicurandoti di fornire tutte le linee guida necessarie per svolgere un lavoro perfetto:

  • Chiedi sempre di confermare la ricezione dei file
  • Chiedi sempre di passare perlomeno un paio di strumenti per il controllo della qualità (Xbench, ad esempio) una volta terminata la traduzione
  • Invia l’Excel con la terminologia da seguire o compilare, oppure condividi il file sul cloud

Rimani sempre a disposizione per qualsiasi domanda o dubbio.

Conclusione del progetto di traduzione

You’ve got a mail

Appena ricevi il tuo testo, RIGUARDALO, RILEGGILO, RIANALIZZALO, RISPULCIALO PIÙ CHE PUOI. Perché quattro occhi sono meglio di due. E se ne aggiungi un paio e arrivi a sei, ancora meglio.

Puoi usare tool davvero utili per il controllo qualità, come ad esempio Xbench -vedi sopra- la funzione Verify di Trados Studio (l’ultima versione Trados Studio 2021 uscita a dicembre 2020 è davvero eccezionale) oppure software a pagamento come Verifika, di cui mi hanno parlato bene ma che non ho mai provato.

Ovviamente, alla fine, il controllino ortografico su Word è d’obbligo 🙂

Et voilà. Ecco il tuo progetto bello che pronto.

Non ti rimane che aprire la tua casella di posta elettronica, aprire il feed con il cliente, scrivere una bella mail, inviare il tutto e correre a prepararti un bell’espresso.

Perché, diciamocelo, te lo sei proprio meritato 👨‍💻🦸‍♂️☕

La formazione (continua) del traduttore

Era luglio, in una pandemia altalenante (ci sarebbe stata o no la fatidica seconda ondata a ottobre?), e il periodo non era di certo dei più rosei dal punto di vista professionale.

Di traduzioni ne arrivavano, soprattutto quelle per vendere mascherine a più non posso, ma io non mi sentivo soddisfatta. Erano già dieci anni che traducevo, e traducevo, e traducevo ancora. Mi mancava la scintilla, un qualcosa che mi desse un fremito la mattina quando suonava la sveglia. Qualcosa di diverso, che mi facesse sentire un po’ più viva nel mio lavoro.

Volevo ampliare le mie conoscenze nel digitale, fornire dei servizi in più e mettermi alla prova in qualcosa di nuovo, ma che fosse collegato alla mia professione.

Et voilà. La lampadina si accese. Un corso di copywriting, per produrre testi, e non solo tradurre quelli degli altri. Avevo voglia di iniziare a creare qualcosa di mio, che magari potesse un giorno venire tradotto da qualcuno.

Copywriting. Mi affascinava anche solo il nome.

Mi iscrissi a ADV di Copy42 l’ultimissimo giorno. Non ero sicura di avere abbastanza tempo da dedicare a un corso formativo, ma alla fine decisi di farmi questo regalo. E non potrei esserne più felice.

Ecco cosa ho imparato:

  • Adesso so cos’è un PAYOFF. Hai presente quelle scritte a effetto che si trovano sotto i brand famosi? Proprio quelle! Ecco un esempio che forse conoscete 😉

Capito no?

Ebbene sì, per trovare tre paroline da mettere una dietro l’altra (e che funzionino) ti ci possono volere settimane. O mesi. O anni.

  • Adesso so cosa (e quali) sono gli ARCHETYPAL BRANDING. Davvero super interessanti. Dopo questa lezione ti rendi conto di come fanno i brand a farci comprare i loro prodotti. Ti consiglio di leggerti questo libro qua per scoprire se la tua azienda è un UOMO COMUNE, un ANGELO CUSTODE o un RIBELLE. Poi fammi sapere 😉
  • Adesso so cos’è il TONE OF VOICE, o tono di voce, essenziale per dare il giusto carattere ai testi di un’azienda
  • So anche cos’è il NAMING, la struttura di un COMUNICATO STAMPA e fare l’EDITING di un testo
  • Adesso so cos’è una HEADLINE, come si scrive un annuncio per la radio e per la televisione
  • Ho avuto qualche problemino nel creare una campagna NO-PROFIT, ma ho capito cosa si nasconde dietro ogni annuncio di Amnesty International
  • So cos’è un LONG COPY e cosa significa comunicare per un’azienda con la CORPORATE COMMUNICATION
  • Adesso so cosa si cela dietro una TRANSCREATION, un poster di un personaggio POLITICO, e ho imparato addirittura qualche tecnica per fare comunicazioni UMORISTICHE

Bello vero?

Immagina di poter usare tutte queste conoscenze nelle tue Traduzioni. Fantastico. Sai che salto di qualità?

Ci vuole tanta, tanta, tanta pratica, ma con passione e duro lavoro il risultato porterà certamente a cose belle e soddisfacenti, per te e per il tuo cliente.

Quando si dice che non si smette mai di imparare…

I libri che ho letto e che ancora sto leggendo sono stati davvero illuminanti.

Di alcuni ti avevo già parlato nel mio post I lunedì, poi ci sono questi:

Ho deciso anche di iscrivermi all’Associazione italiana copywriter A.I.Copy, che ha anche una pagina Facebook molto interessante.

Beh, non posso dire che mi sia annoiata in tempi di lockdown, anzi, è stato un momento che mi ha fatto fermare a riflettere sul cammino percorso, con lo sguardo rivolto verso il sentierto che d’ora in poi voglio imboccare.

L’uomo è resiliente e davanti alle avversità, prima o poi, la strada giusta la trova. L’importante è schiarirsi bene le idee (magari facendo un po’ di yoga), leggendo un libro che ci fa stare bene, guardando una serie illuminante o semplicemente fermandosi a pensare al tavolo di cucina.

L’importante è non fermarsi, ma andare avanti, nel lavoro e nella vita.

Niente può fermare un traduttore. Né la PEMT. Né i software di traduzione automatica. Né il COVID-19.

Il prossimo corso o evento on-line? Tra un mese e mezzo te lo racconto 🙂

I lunedì

Chi ben comincia…

I lunedì sono fatti per iniziare la palestra, la dieta, andare a camminare 20 minuti e bere 2 litri d’acqua al giorno.

I lunedì sono un po’ come un inizio anno che si ripete ogni settimana. Una nuova possibilità per iniziare qualcosa che avevamo rimandato per troppo tempo.

Ed eccomi qui, con tutti i miei buoni propositi per un nuovo inizio. Potevo scegliere il 1º gennaio, ma sarebbe stato troppo scontato. Lunedì 18 gennaio 2021. Il giorno perfetto per riaprire la copertina e continuare a condividere con te la mia vita da traduttrice freelance.

Mi piacerebbe iniziare parlando dell’ultimo anno passato, L’ANNO DEL COVID-19.

Non è stato di certo un periodo facile, ed è difficile osservarlo dal punto di vista tipo bicchiere-mezzo-pieno, ma forse di qualcosa possiamo fare tesoro.

Il mio proposito di oggi è proprio quello di iniziare con un racconto positivo per tutti, freelance, traduttori, copywriter, dipendenti statali, aziendali, disoccupati. Tutti-tutti.

Perché non è mai troppo tardi per rimettersi in gioco 🙂

Cose bellissime del 2020 che non avrei mai fatto senza lockdown

Lo studio

Dopo più di 10 anni di professione, un errore fatale è stato quello di pensare che ormai la formazione non mi serviva più.

Così, nei mesi più difficili e in cui il lavoro scarseggiava, decisi che, oltre alla traduzione, avrei iniziato a studiare anche copywriting.

Ho fatto delle ricerche su Internet, ho letto articoli, recensioni, profili di colleghi su LinkedIn, fino a trovare il blog di Pennamontata, che offriva corsi di copywriting on-line. Mi sono letta qualche articolo, e senza pensarci troppo mi sono iscritta a uno dei loro corsi. Beh, devo dire che è stata una scoperta davvero piacevole.

I corsi sono davvero tostissimi, ma vale la pena provarci, anche solo per rivivere le sensazioni provate all’università (ahimè… quanti anni son passati).

Quindi, se sei interessato a espandere i tuoi orizzonti, ti consiglio di farci un pensierino e di metterti alla prova. Chissà, magari scopri di essere un pubblicitario nato 😉

Lo yoga

Mai e poi mai mi sarei immaginata di mettermi SUL SERIO a fare yoga.

No, non sono io questa.
La prossima volta però ne posto una con me nella posizione del cane a testa in giù, promesso 😛

Bellissimo. Una roba davvero assurda (come si direbbe a un amico per telefono). Difficile, eh, soprattutto la parte di meditazione e quelle asana che ti fanno arrivare il sangue al cervello dopo 5 secondi.

Ho seguito le lezioni di Denise Dellagiacoma, incontrata per caso su Facebook. Anche lei, una scoperta davvero molto gradevole.

Raccomando a chiunque sia costretto in casa per lavoro, lockdown, COVID-19, bambini, traduttori, mariti o mogli gelose, di stirarsi bene a fine giornata con questa disciplina, per calmare mente e corpo. Lo consiglio soprattutto per quelle giornate un po’ più da bicchiere-mezzo-vuoto, con troppo lavoro e senza molte attività di svago in cui potersi sfogare.

Vedrai, una volta provata, sarà una sorpresa a cui difficilmente potrai fare a meno.

I libri

E poi last but not least: libri, libri e ancora libri.

Ecco qua i miei TOP-5

In ordine di apparizione:

  1. Testi che parlano. Il tono di voce nei testi aziendali – Valentina Falcinelli
  2. Il cervello creativo Neil Pavitt
  3. L’Ickabog – J.K. Rowling
  4. Brand language tone of voice by Wordtree way – Liz Doig
  5. La grammatica della fantasia – Gianni Rodari
  1. Testi che parlano. Il tono di voce nei testi aziendali di Valentina Falcinelli è un manuale alla scoperta del tono di voce davvero molto interessante. È pieno di esempi, esercitazioni e spiegazioni che aiutano a capire cosa sia questa disciplina che sta prendendo sempre più piede anche in Italia. Se ti interessa il mondo del copy, è un libro da avere per forza sullo scaffale dello studio. Voto: 9/10
  2. Il cervello creativo di Neil Pavitt si compone di 45 consigli da mettere in pratica per sviluppare la creatività. Parla di “agire e smettere di lagnarsi”, di “guardare le cose in modo diverso”, di “vedere il bicchiere mezzo pieno” e di creare una “lista delle cose fatte” invece di un elenco delle cose ancora da fare. Davvero utile per cambiare il proprio punto di vista ed essere più creativi sul lavoro. Voto 9/10
  3. Beh, che dire. L’Ickabog è stato come un fulmine a ciel sereno. Immagina di essere all’Esselunga, cercando di ricordare la lista della spesa che ovviamente hai lasciato a casa, con già mezzo carrello pieno di cose inutili, ti giri e vedi L’ULTIMO LIBRO DELLA ROWLING CHE NON SAPEVI NEANCHE STESSE SCRIVENDO. È LÌ, SULLO SCAFFALE, CHE TI GUARDA. Non potevo credere ai miei occhi. Pensai subito che ci fosse un errore, e invece no. Era proprio là. L’ultimo volume della mia amata J.K. Da quel momento il mio carrello era al completo. Via subito in cassa e di filata a casa per leggerlo tutto d’un fiato. Voto: 10/10.
  4. Brand language tone of voice by Wordtree way di Liz Doig l’ho scoperto per caso navigando nello store del mio Kindle. Stavo cercando materiale sul copywriting e ho trovato questo volume. In lingua inglese, è davvero molto interessante. Anche qui si propongono molti esempi ed esercitazioni. Da leggere più e più volte per imparare e mettere in pratica questa interessante disciplina. Voto: 10/10
  5. E infine lui, Gianni Rodari. La grammatica della fantasia è un viaggio nell’arte di inventare storie spiegato da un narratore esperto in materia. Adoro quando dice che nelle scuole, oltre alla matematica, alla geografia, alla storia e all’italiano, si dovrebbe insegnare anche la fantastica come materia. Non sarebbe fantastico? Voto: 9/10

Namastè, ehm, grazie.

Ed ecco che il mio lunedì è giunto al termine 🙂

Ti ringrazio davvero tanto per essere arrivato fin qui, e ti aspetto nel mio prossimo articolo.

Intanto, aggiorno la lista delle cose di lunedì 18 gennaio 2021:

– Scrivere sul blog.

Fatto 😉

Un percorso lungo e tortuoso. Ma possibile e bellissimo

Da quanto tempo lavoro? Non da molto. Ah, da quanto tempo sono traduttrice! Da 10 anni suonati. Scusate, ma questo mestiere per me non è proprio un lavoro… Fortunata? Un po’ sì, perché negarlo, ma la strada non è stata sempre facile. Io ai gratta e vinci non ci credo proprio e penso che uno la fortuna se la debba fare un po’ da sé. Per questo ho deciso di andare avanti. E con “andare avanti” mi riferisco a portare a un altro livello il mio lavoro. È possibile? Ma certo! Come? Continuate a leggere… e scoprirete la magia!

2009 – Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli Studi disalomoneFB Firenze. Un capitolo felice che si conclude nella mia amata Toscana

Dopo una discussione della tesi alquanto combattuta, è l’ora di indossare la corona di alloro, fare le valigie e ripartire per la mia Siviglia. Ancora la traduzione non è nei miei progetti, ma il mio desiderio di diventare interprete si fa sentire sempre più…

download (1)2010 – Traducción e Interpretación presso la Universidad de Córdoba. Il sogno che si avvera

Un po’ per caso, un po’ per conoscenze acquisite, scopro che anche in Andalusia ci sono scuole validissime per diventare traduttori e interpreti; e io chiaramente mi ci fiondo a capofitto. Dopo traduzioni di pagelle, diplomi e quant’altro, inizio il mio incredibile percorso nella Universidad de Córdoba, in cui compagni e professori mi aiutano a diventare la persona e la professionista che sono. Non ci sono parole per descrivere questa esperienza. Potessi tornare indietro nel tempo, la rifarei 1001 volte.

2012 – Si torna a casa. E inizia l’avventura.

Adesso si inizia per davvero. Tra il 2012 e il 2013 decido di aprire la mia partita IVA in Italia e parto come un razzo. Cioè, con la voglia di partire come un razzo, anche se di tempo un po’ ce n’è voluto per farmi spazio nel mondo virtuale della traduzione. Quanto tempo è stato necessario? Beh, io direi un annetto… Ma sì, anche se dopo pochi mesi ero già in pista. E che pista!

2019 – L’avventura continua. Ma… qualcuno ha detto agenzia?

72a8665c8f3820708d971b761e6b0490_origNella vita non bisogna accontentarsi mai. O forse sì, a volte, ma per adesso no. Quindi gambe in spalla e via con altri progetti grandiosi! Come ad esempio cercare validi collaboratori per espandere il proprio mestiere. Sì, signori: ho deciso di aprire la mia agenzia. Dopo anni di esperienza, la giusta strumentazione, compagni giusti su cui contare (tra cui un marito molto paziente) e altri professionisti innamorati del loro lavoro come me, credo che si possa fare.

SoundTrad: il sogno che si avvera

Ebbene sì: SoundTrad è il mio primo, grande progetto di traduzione. Come andrà? E chi può saperlo. Per adesso so solo che sono elettrizzata e contenta di questa lunga decisione finalmente presa. Il sito Internet?logo_soundtrad

Like-Us-on-Facebook

 Ovviamente è già attivo: www.soundtrad.com, insieme alla sua pagina Facebook: https://www.facebook.com/SoundTrad/?ref=bookmarks, in cui invito tutti a mettere un grande e grosso Mi Piace!

Probabilmente molti di voi si staranno chiedendo: “Ma come diavolo le è saltato in mente di intraprendere un percorso così complicato”, “Ma è matta? Già c’è la crisi, non le bastano le ipermegatasse della libera professione?”, “Ma come si fa? Da dove si comincia?”.

Ecco, alle prime domande non saprei proprio cosa dire, perché è vero, a volte mi viene da dire: “Ma chi cavolo me lo ha fatto fare? Stavo così bene prima…”; tuttavia all’ultima, potrei dare delle brevi delucidazioni.

Aprire un’agenzia di traduzioni. Roba da visionari o da piccoli imprenditori?

Ecco a voi la to-do list che ho seguito per iniziare:

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L’idea: basta, voglio crescere. Prima di tutto bisogna volerlo, poi studiare bene tutti i passaggi e solo alla fine lanciarsi.

Lo studio: scaricatevi video, libri, consultate blog, post, pagine dedicate per traduttori, e chi più ne ha più ne metta per farvi un’idea di cosa voglia dire intraprendere un percorso del genere.

L’analisi: posso davvero lanciarmi? Conosco i software di traduzione e i programmi di supporto? Qual è la mia conoscenza del PC? Devo forse seguire prima dei corsi? Com’è messo il mio portafoglio clienti? E i collaboratori?

La ricerca dei collaboratori: è forse una delle fasi download

iniziali più difficili, perché stancante e dalla difficile organizzazione. Non basta contattare professionisti qua e là e annotare la loro mail su un foglio di carta: bisogna creare data base, mettere bene per iscritto le loro tariffe, archiviare il loro curriculum, appuntarci se utilizzano qualche software di traduzione assistita oppure no, e qualsiasi altra informazione utile sul loro profilo.

La ricerca dei clienti: se non avete chi può farlo per voi, dovete tirarvi su le maniche e mettervi a contattare chiunque potrebbe avere necessità dei vostri servizi. C’è qualche fiera nei dintorni che potrebbe fare al caso vostro? Andateci. L’amico di papà ha uno studio di web designer e potrebbe avere bisogno di traduzioni? Contattatelo. Si inizia così, a poco a poco, poi il flusso di lavoro prenderà la giusta direzione (e portata!).

Il sito Internet: beh, che dire. È il nostro biglietto da visita, quindi è imperativo investire un po’ per la nostra immagine. Non perdete tempo a farlo voi: ognuno deve svolgere il proprio lavoro (non ci accaniamo forse contro tutti quelli che si-traducono-da-sé con il magico Google Translator? Ecco. Non facciamo lo stesso errore noi!).

I social network: non usiamoli solo per raccontare ai quattro venti il bel viaggio che ci siamo fatti a gennaio alle Maldive… Sfruttiamoli per farci pubblicità e raccontare al mondo quanto siamo bravi e professionali! Non funziona più di tanto? Provare per credere 😉

Il marketing online: abbiamo fatto 30, non possiamo non fare 31. Bisogna investire nel marketing online, il nostro vero e proprio negozio. I prezzi? I più dispari. Dipende tutto da quanto vogliamo essere visibili.

La formazione continua: un traduttore non può smettere di studiare e di formarsi. Traduzione e tecnologia vanno a braccetto e quest’ultima evolve e si trasforma giorno dopo giorno come un fiume in piena. Quindi “corsi, venite a me!”.

…Un po’ di meritato riposo! Si sa, nella vita del traduttore, la parola “riposo” non è molto presente nel dizionario, ma non dimentichiamoci di staccare gli occhi dallo

dormo

schermo ogni tanto, di uscire all’aria aperta e di dare un bacio a nostro marito, moglie e figli! Scontato? Nah, più che comune per noi traduttori! Quindi, dopo aver consegnato le ultime traduzioni, ricontrollato la nostra pagina Facebook, aggiornato il nostro profilo LinkedIn, ridato una controllata al sito appena sfornato, scaricato l’ultimo aggiornamento del nostro software di traduzione, è l’ora di prenderci una meritatissima pausa e di andarci a mangiare una pizza, da bravi italiani!

Dubbi o domande? Immagino di sì… Ma non preoccupatevi! Sono all’ordine del giorno per chi fa il nostro mestiere.

Un saluto a tutti!

Il lockdown del traduttore (e qualche consiglio per superarlo alla grande)

Cosa fa un traduttore in lockdown?

A volte mi soffermo a pensare a quanto possa essere cambiata la vita di un traduttore da un anno a questa parte.

In fondo, un traduttore sapeva già perfettamente cosa significasse lavorare in smartworking.

Aveva già un portatile a casa adeguatamente impostato per continuare la sua professione nella tranquillità delle sue quattro mura.

Conosceva già molte applicazioni per fare videochiamate (le cosiddette call, così tanto di moda oggigiorno) tipo Zoom, Skype, Team, Google Meet, Discord, e quant’altro.

Aveva già tutto ben programmato in Google Calendar, tra orari, appuntamenti virtuali, consegne da rileggere o commesse da inviare.

Il proprio profilo LinkedIn era già più o meno aggiornato.

Quindi, cosa è davvero cambiato nella vita di un traduttore?

LE GIORNATE LAVORATIVE NON FINISCONO MAI… AI… AI…

Se il traduttore ha impiegato anni per imparare a organizzare il suo lavoro (ehm…), adesso sembra essersi resettato tutto quanto.

Si alza la mattina presto, i più bravi fanno qualche esercizio per iniziare al meglio la giornata, beve un espresso veloce, e accende il PC.

Una volta acceso, il computer non si spegne più.

  • Appuntamento su Zoom alle 10:00 per quel corso di inglese
  • Consulenza con quel cliente per il progetto di traduzione alle ore 12:00
  • Traduzioni varie ed eventuali, corte o lunghe
  • Un pranzo al volo in cucina, giusto per cambiare un po’ d’aria
  • Ritorno al computer alle 12:30 per una revisione di 1000 parole
  • Preparazione di un preventivo per testi su dispositivi di sicurezza/vaccinazioni di massa/vendite di prodotti online perché ormai c’è tutto chiuso
  • Corso online per approfondire il discorso sul SEO per il sito
  • Corso online per la stesura di contenuti digitali
  • Corso per preparare il lievito madre
  • Aperitivo con gli amici (ovviamente su Zoom)
  • …e così fino a orari indeterminati

Questa potrebbe essere una tranquilla giornata lavorativa per un traduttore in lockdown, in cui lavoro, vita sociale, aggiornamenti professionali, corsi di lingua impartiti e ricevuti si uniscono in un unico blocco, pesante, gravoso, impegnativo.

Ehi, ma mica vorrai lasciarti abbattere così, giusto? Dopo anni di allenamento duro a polsi, mani, dita, gomiti, braccia, occhi e penne morsicate, abbiamo la corazza giusta per affrontare il distanziamento sociale in modo giusto ed equilibrato.

Se le palestre sono chiuse, iscriviti a un corso di pilates da praticare in casa

Io andavo spesso in palestra, e una delle attività che più mi mancano è proprio questa.

Lo so, lo so, bisogna iscriversi a corsi online, e siamo un po’ tutti stanchi di ‘sta roba.

Però credimi, è davvero meglio di non fare niente.

Non ti piace il pilates? Prova lo yoga, a me ha davvero aiutato. Si possono trovare cose molto interessanti (sempre sul web), che aiutano a mantenere la calma, placare l’ansia e affrontare il momento con la testa giusta.

Ti do un consiglio: consulta la pagina Facebook di Yoga con Denise.

Chiama qualche amico, tutti i giorni

Siamo distanziati fisicamente, ma gli amici e i parenti ci sono. Basta alzare il telefono (o organizzare un incontro su un’applicazione per videochiamate) e parlare un po’. L’unico accorgimento: parlare solo di cose positive, per quanto possibile!

Mai come adesso è stato così importante apprezzare le piccole cose di tutti i giorni, come ad esempio essere in salute, aver letto quel libro che ci guardava dritto negli occhi da così tanti anni, avere fatto la pizza con il lievito madre o avere acquistato un vestito nuovo da indossare subito dopo la fine di questo ultimo (si spera) lockdown.

Fatti una bella passeggiata

Indossa le tue scarpe da ginnastica, la mascherina, un paio di cuffie, scegli la tua radio preferita su Spotify ed esci di casa.

Io ad esempio vado tutti i giorni a fare delle belle passeggiate in montagna. Mi piacerebbe tanto condividere questi momenti con qualche amico, ma fidati, fa tanto bene anche sgranchirsi le gambe da soli.

Il verde rigenera mente e corpo (soprattutto gli occhi), ed è un vero toccasana per tornare in equilibrio.

Fatti una bella passeggiata, di mercoledì

Non aspettare il fine settimana. Se ne senti il bisogno, esci. Adesso, ora, in questo momento.

Una delle cose più belle del nostro lavoro è potersi organizzare per ritagliarsi degli attimi di libertà, anche al di fuori de fine settimana. Allora approfittane.

Regalarsi dei momenti per rigenerarsi è essenziale per noi stessi, ma anche per lavorare meglio.

Quindi, coraggio: metti la borraccia in valigia, un asciugamano per sederti su un prato e vai.

Poi raccontami come ti senti.

Copywriting, transcreation e creatività

Succo di frutta

Copy e Transcreation nel settore enogastronomico

Questo è un cartone di succo di frutta.

È bianco, i lati sono rettangolari e ha una forma tridimensionale a parallelepipedo.

Contiene un liquido colorato, nutriente, zuccherino.

Ha un sapore pieno, e può essere delicato, forte, amaro, dolce, agrumato.

Ecco una descrizione obiettiva di vari tipi di succhi di frutta. Senza fronzoli, senza giri né creatività.

Non c’è ombra di copy né traccia di transcreation.

Immaginiamo un supermercato così. Total white. Senza colori, senza scritte, senza niente di niente, a parte i prodotti, bianchi, sugli scaffali. Tutti uguali.

Da accapponare la pelle. Se ci penso mi vengono i brividi.

E questo mi fa pensare a quanto il marketing faccia parte delle nostre vite, da sempre.

È parte inscindibile di noi stessi, non ne potremmo fare a meno, sarebbe troppo strano se fosse altrimenti.

Ma è il marketing che si è infiltrato nelle nostre menti, o è lo sviscerale bisogno di creatività dell’essere umano in tutte le cose che lo circondano?

Quando acquistiamo un tipo di acqua, non la scegliamo realmente perché è diuretica, ci fa dimagrire, ripulisce più di un’altra, o fa vivere sani e belli per cent’anni.

L’acqua è acqua. Punto.

Ma se quest’acqua ha una bottiglia di un certo colore che ricorda le fonti di sorgente, una bella grafica e un copy o una transcreation che attirano l’attenzione di un certo segmento di mercato, i potenziali clienti di tale segmento non saranno più potenziali.

La Transcreation ti fa vendere di più

Perché alla fine sta proprio lì la questione. La vendita.

Hai presente il marchio Zuegg?

I copy dei loro succhi di frutta Skipper mi lasciano sempre a bocca aperta, tanto che ieri ne ho comprati due cartoni.

Te ne mostro alcuni:

Questo copy è un po’ più light rispetto ad altri.

Guarda qua:

Questo invece è quello più forte, che arriva dritto dritto a chi lo legge. Oserei quasi dire indimenticabile:

Guarda invece questi:

Aamichevole, colloquiale, sembra quasi che il testo ci stia parlando in un tono dolce, rassicurante, come una nonna simpatica che vuole darci la merenda.

Il “tavolinetto” della cucina. Fantastico.

Ma continuiamo:

Ultra colloquiale, spiritoso, gradevole da leggere.

Ora il marchio Santal:

Questi sono più dolci, per niente aggressivi, sembra quasi ti vogliano prendere per la mano, accompagnare a casa e diventare i tuoi migliori amici.

Per questi fantastici COPY, noi traduttori dovremmo trovare delle fantastiche TRANSCREATION.

Serve quindi:

  • Brief del cliente
  • Studio del ToV del cliente
  • Analisi del pubblico target (età, sesso, abitudini, stile di vita…)

E poi tanta, tanta, tanta creatività, voglia di mettersi in gioco e di divertirsi.

Sarei davvero curiosa di sapere come i colleghi inglesi, spagnoli, francesi o tedeschi produrrebbero queste etichette!

Se vuoi condividere con me alcune transcreation o copy che ti hanno fatto innamorare, fallo nei commenti 👇

Ci vediamo nel prossimo articolo!