Piccoli consigli su come iniziare l’attività di traduttore e interprete freelance. (No, non è un’impresa impossibile…)

Interpretación, Traduzione generale

Versión española

Il 2013 è stato un anno incredibile.

Appena finita l’università pensavo fosse praticamente impossibile diventare una traduttrice freelance senza l’aiuto di nessuno. E invece non è stato così.

Bè, non posso dire che non si siano presentati alcuni problemini riguardo all’apprendimento di programmi di memorie di traduzione, allo scovare nuovi clienti, al farsi pubblicità (io mi ritengo una pessima commerciale, soprattutto a livello personale!), al capire il funzionamento delle associazioni di traduttori e interpreti, allo studio di determinati temi di interpretariato. Ma quanta soddisfazione alla fine…

Indubbiamente è stato fondamentale l’aiuto di alcuni colleghi che mi hanno indicato la giusta via per poter iniziare alla grande un’attività così particolare come questa, fornendomi a suo tempo degli ottimi consigli per scovare nuovi clienti e farsi conoscere. Ed è quello che ho intenzione di fare io con questo articolo: gettare un po’ di luce sulla via di quei futuri traduttori che non sanno molto bene da che parte iniziare.

Ma bando alle ciance adesso, e cominciamo dall’ABC, dal giorno in cui realmente presi la decisione di diventare una traduttrice e interprete professionale dopo aver terminato il corso di studi in Traduzione e Interpretazione.

Scaletta del traduttore rookie:

  1. Fare un bel respiro, accendere il computer e aprire un programma per redazione di testi. Dopodiché ripensare a tutte le nostre migliori caratteristiche, sia a livello professionale che accademico, e preparare un buon curriculum vitae, evitando di redigere papiri lunghi 10 pagine o più. L’ideale sarebbe riuscire a raccogliere tutte le informazioni in una singola pagina, affinché il cliente possa vedere in un colpo d’occhio tutte le nostre esperienze e competenze senza perdersi neanche una virgola. Sconsiglio caldamente l’uso del template di Europass, poco leggibile e per niente chiaro, con troppe informazioni -a parer mio- innecessarie che distolgono l’attenzione dai punti più salienti della nostra carriera professionale e accademica. Nella prima pagina mettere bene in risalto che tipo di servizio stiamo offrendo (scrivere a lettere cubitali le parole: “traduttore” e/o “interprete”) e le nostre capacità informatiche, fondamentali per questa professione apparentemente tanto umanistica. Iniziare sempre dall’ultimo lavoro svolto sino ad arrivare alle prime ma non meno importanti esperienze professionali, aggiungere un bel paragrafo delle nostre esperienze accademiche e terminare con una bella nota sul trattamento dei dati personali. Una volta preparato un buon curriculum…
  2. Iscriversi ad associazioni nazionali di traduttori e interpreti (solo per professionali laureati o professionisti che appartengono al settore già da molti anni) e a siti specializzati per traduttori e interpreti. A volte vale realmente la pena investire un po’ del nostro tempo e denaro in queste piattaforme, dove si possono incontrare buoni colleghi e clienti interessanti, nonché offerte di lavoro tutti i giorni.
  3. Crearsi un bel biglietto da visita e una brochure, nel caso si voglia fare del sano marketing aziendale. È sconsigliabile inviare il nostro curriculum alle aziende se vogliamo proporre la nostra collaborazione professionale. Bisogna ricordarci che non stiamo cercando lavoro ma clienti! Ci sono siti internet economici ma allo stesso tempo molto seri per stampare i documenti, come ad esempio Vistaprint, assolutamente raccomandabile.
  4. Dedicare ore, giorni, mesi alla ricerca di clienti. Molte volte viene voglia di gettare la spugna dopo pochi tentativi, ma in questo tipo di lavoro (così come in tutte le professioni freelance) è necessario investire molte ore -ahimè- non retribuite per raggiungere un portafoglio di clienti sufficientemente ampio per poter “arrivare alla fine del mese” senza troppo complicazioni.
  5. Continuare ad aggiornarsi e partecipare a conferenze relative al mondo della traduzione. Purtroppo molte volte non riusciamo a trovare il tempo per questo tipo di attività, ma è davvero molto importante per conoscere nuovi colleghi (il nostro lavoro non è così solitario!) e offrire nuovi stimoli alla nostra attività. Devo mettermi anch’io nel gruppo di professionisti che non è stato in grado di partecipare a molte riunioni tra traduttori nel 2013… Ma uno dei miei buoni propositi di quest’anno è proprio questo! Partecipare a moltissimi congressi e aggiornarmi sempre di più! 😀
  6. Conoscere molto bene il proprio computer, la web 2.0 e i programmi di traduzione assistita sono must imprescindibili per ottenere buoni risultati. Il mondo dell’informatica non smette mai di aggiornarsi e di creare nuove risorse, e questo vale anche per l’informatica della traduzione. L’esperienza sin’ora mi ha insegnato che in questa professione se non si amano i computer c’è poca speranza di sopravvivenza. Con questo non voglio dire che sia indispensabile iscriversi a un corso per programmatori e diplomarsi a pieni voti, ma nel nostro lavoro siamo pressoché soli, e quando si presenta un problema non possiamo ruotare la poltrona e chiedere al nostro collega seduto di fianco. Al massimo possiamo cercare nella web per trovare risposte soddisfacenti date da altri professionisti nostri colleghi, ma se non sappiamo cercare realmente bene, Google non ci aiuterà, questo è garantito. È quindi un circolo vizioso, la cui via d’uscita è solo la conoscenza approfondita dei nostri mezzi di lavoro. Di recente mi si è presentato un problema nel nuovissimo Trados 2014 che non riuscivo a risolvere; non fui in grado di trovare nessuna soluzione neanche in internet e per questo lo descriverò in questo link, dimodoché nessuno dovrà più passare dei brutti quarti d’ora prima della consegna di un progetto di traduzione.
  7. Continuare a inviare curriculum, a prescindere dal numero di clienti che siamo riusciti a raggiungere nell’arco di un determinato periodo di tempo. I clienti possono arrivare e andarsene con la medesima facilità e non sempre abbiamo la certezza di lavorare con loro per l’eternità. Per questo motivo un professionista freelance deve coprirsi le spalle senza gridar vittoria troppo facilmente. La promozione dev’essere costante, è la nostra unica chiave di successo per assodare una buona attività produttiva.

Quindi perseveranza e passione per questa professione sono due tra le caratteristiche più importanti per sfondare nella carriera. Senza di esse sarà molto difficile poter percorrere il cammino del traduttore/interprete freelance e avere successo.

È duro, i risultati purtroppo non si vedono immediatamente, non esistono “buste paga” a fine mese sicure e garantite ma la soddisfazione è grande.

Quindi per tutti gli appassionati di lingue straniere e computer, il mio consiglio spassionato è di provarci e toccare con mano se realmente, per voi, ne vale la pena.

Buon 2014! 😀

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5 pensieri su “Piccoli consigli su come iniziare l’attività di traduttore e interprete freelance. (No, non è un’impresa impossibile…)

  1. ciao!!!!!!!! un piacere leggere il tuo blog e soprattutto scoprire che il mondo della traduzione e soprattutto di quella in spagnolo è vivo! Pensavo che ormai tutto fosse solo in inglese!!!!

    1. Ciao a te!
      Bè, indubbiamente le richieste dall’inglese e dal francese sono di gran lunga maggiori, ma fortunatamente sì, lo spagnolo è ancora richiesto! Molte volte si crede che data la “somiglianza” delle due lingue non sia necessario il lavoro di un traduttore, ma non è sempre così… E poi certo che il mondo della traduzione è vivo! È vivissimo! Solo che forse un po’ nascosto 😉 Anche tu sei traduttrice/traduttore?

      1. 🙂 lo sono e non lo sono! sono madrelingue spagnolo, laureata in lingue (spagnolo e tedesco) con esperienza di traduzioni casuali oltre che di traduzioni /interpretariato dovuto al mio lavoro in un ufficio commerciale (settore metalmeccanico).
        Dal mese di agosto non lavoro più e piano piano sto riscoprendo la mia antica passione, anche se ti confesso non so proprio da dove cominciare se volessi trasformarla in qualcosa di più 🙂

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