Is this the end?

Traduzione generale

¿Es realmente el fin?

No, no me refiero al fin del mundo, al armageddon, al 21 de diciembre de este año y a los malditos Maya que no tenían nada mejor que augurar lo que nos auguraron…

Me refiero al fin de una etapa en la vida, al comienzo de otra, al dejarse atrás cosas que quizás no vuelvan nunca en nuestro camino, pero que sin embargo nos dejan en el alma una agradable sensación de plenitud y júbilo.

Dije que antes de los 30 años no habría vuelto al nido, que desde los 21 habría empezado a viajar sin parar, que habría conocido a cuanta más gente posible, que habría visitado lugares nuevos, distintos del mío y ese sueño se cumplió, pero terminó antes de los 30… terminó a los 27 “añitos”… ¿o tal vez no?

Me quedan dos días y nada más en esta tierra maravillosa y soy feliz. Gracias a ella he conocido a personas impresionantes, que han dejado una huella en mi corazón que nunca se borrará; no hace falta que haga una lista de los nombres, ya que ellos saben muy bien quiénes son.

Pero no solo he conocido a gente fantástica, sino que también he podido vivir una de las experiencias más sensacionales que un ser humano puede tener en su vida. Vivir durante todo este tiempo en el extranjero no tiene precio, y siempre te lo agradeceré España.

Pero… ¿es realmente el fin? No, no creo. Gracias a mi trabajo, siempre tendré ciertas conexiones con ella y con su gente; solo espero encontrar trabajo constante, está claro. Qué sí, qué sí, hay que ser positivos, y yo lo soy. Lo encontraré, porque nuestra labor es fundamental en el mundo de hoy en día; sin nosotros la comunicación entre países extranjeros sería muy complicada. Qué trabajo encantador. Juntar a las personas, procurar que se lleven a cabo negocios en cada rincón del mundo, participar pues a la economía mundial e ir en contra de la crisis. Fascinante. Y nosotros pertenecemos a ello. ¿No se os ponen los pelos de punta?

Pues eso, solo quería despedirme de esta aventura y decirle a España hasta pronto… ya que nos veremos en septiembre, ¿verdad? Pero esta vez solo por pocos días… :,)

Te quiero, España.

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Scegliere un libro per il suo traduttore…

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Non mi piace scrivere articoli negativi, ma oggi sono troppo indignata per non farlo.

M’indigna non poter leggere un buon libro prima di andare a dormire per colpa della pessima traduzione che è stata fatta dalla lingua originale alla lingua meta.

Fino ad ora non ci facevo caso, come la maggior parte delle persone, credo; nessuno sceglie di comprare un libro in base al traduttore… Ma dovremmo cominciare a farlo tutti.

Solo se ci si scontra con questo tipo di prodotto letterario (come quello che mi sono ritrovata tra le mani) si può comprenderne realmente l’importanza.

Non dirò di che libro si tratta, non è mia intenzione rovinare il nome di nessuno; dirò solo che il libro originale è spagnolo… E abbastanza recente.

Dio, che rabbia!!!

Possibile che si continui a non dare la giusta importanza a questo lavoro?

Basta con gli intrusi incompetenti che si lanciano in un’impresa così grande come quella di riscrivere un libro intero in un’altra lingua. Alla fin fine, se non si è semi-scrittori, se non si ha una passione folle per la letteratura o anni di studi umanistici alle spalle, non bisognerebbe intraprendere questo cammino.

E’ già la seconda volta che mi succede, la prima è stata con la versione italiana di Jane Eyre di Charlotte Brontë (il titolo stavolta lo posso scrivere, dato che esistono decine di versioni tradotte e ritradotte in italiano!). Non ce la feci. Dovetti chiudere il libro dopo tre pagine, giacché non era possibile andare avanti nella lettura. Conteneva ogni tipo d’errore: falsi amici, calchi dall’inglese, sintassi completamente sbagliate… E la PUNTEGGIATURA era usata completamente a casaccio. Bisognerebbe scrivere articoli interi sulla sua importanza nei testi letterari. NON si può NON sapere utilizzare alla perfezione la punteggiatura. La punteggiatura è l’enjambement che unisce e separa le frasi, che stabilisce il ritmo di lettura, che dà una certa velocità o lentezza a quello che leggiamo. Come si può sparpagliare punti, virgole e doppi punti? Roviniamo un testo intero. Facciamo allontanare il lettore per non farlo più tornare. Cosa sarebbe Hemingway se un traduttore non rispettasse l’uso dei punti e delle pause che producono? (Ugualmente meraviglioso, ma senza quell’originalità nel ritmo che tanto ci appassiona mentre leggiamo le sue parole…). E Proust? Può un traduttore separare le sue subordinate infinite con punti e virgole mal messi?

In tutte queste piccolissime ma enormi responsabilità giace il lavoro del traduttore letterario.

Non è facile, lo so bene, ed è per questo che bisogna scerglierlo e pagarlo bene. E’ troppo grande la sua responsabilità.

Bisognerebbe pure premiarlo e anche lui dovrebbe essere famoso, proprio come il “primo autore” dell’opera letteraria…

Altrimenti farà la fine dello stuntman cinematografico… Rischia la pelle per la soddisfazione d’apparire solo nei titoli di coda di un bellissimo film.

Esto es… ¿traducción?

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Echaros unas risas con la traducción de esta carta de tapas…

Es una prueba de que podemos conseguir muy buenos resultados (estoy hablando de resultados en relación a la función de la traducción y no a la calidad, evidentemente) a través de una transcodificación lingüística, con la que, en este caso en concreto, nos hace sonreír bastante.

Me encanta la traducción del “Octopus To The Party” y las “Courageos Potatoes” , así como “Pretty to the Iron” y “Thin Uncle Jospeph”. Magníficas.

¿Alguien se atrevería a presentar un proyecto de traducción tan…cómo definirlo…peculiar?

Alcuni consigli molto molto utili

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La traduzione non è semplicemente leggere un testo e riscriverlo in un’altra lingua straniera. Ormai questo è più che risaputo. E’ anche questo, ma non solo. Per questo esistono così tanti blog, forum, riviste (soprattutto all’estero), siti internet dedicati solamente a questa disciplina e chi più ne ha più ne metta.

Difatti, per essere un buon traduttore, dovremmo tutti seguire i preziosi consigli di Xosé Castro, traduttore spagnolo (o meglio, gallego) da ormai moltissimi anni.

Il suo corso sull’informatica applicata alla traduzione di Asetrad fu una vera rivelazione. Impartito qualche mese fa presso la National University of Cordova, in due giorni riuscì a cambiare il mio modo di lavorare e di studiare.

Avevo creato un hyperlink in un altro articolo del blog direttamente con l’articolo in spagnolo, nel quale si parlava dei consigli migliori che tutti i traduttori dovrebbero tenere in considerazione. Purtroppo però, erano scritti solamente in lingua spagnola, perciò ho deciso di fare un riassunto dei punti più salienti, dimodoché tutti possano usufruirne.

  1. ORGANIZZARE LO SPAZIO: è imprescindibile un bel tavolo amplio, uno schermo grande, una poltrona comoda.
  2. FARE SPORT: è fondamentale per non ritrovarsi con la schiena distrutta dopo pochi mesi.
  3. UTILIZZARE IL MOUSE IL MENO POSSIBILE: imparare i comandi della tastiera del proprio computer (indipendentemente che esso sia Macintosh o Windows): il computer, dice Xosé Castro, dev’essere parte del nostro corpo. In questi link potrete trovare moltissime combinazioni.
  4. DATTILOGRAFIA: più veloce sarà la scrittura, maggiori saranno i guadagni. Ci sono vari corsi di dattilografia gratuiti nella web, come per esempio Mecanet o Tutore Dattilo.
  5. BACKUP: fare sempre una copia di sicurezza di tutt i documenti su un hard disk esterno (meglio se più di uno).
  6. DIVENTARE UN TRADUTTORE VISIBILE NELLA WEB: Twitter e Linkedin possono essere strumenti preziosi per farsi pubblicità on line, sempre se professionali.
  7. SFORZARSI ED ESSERE PRODUTTIVO: una tecnica molto utile è la famosa tecnica pomodoro, favolosa non solo per l’ambito traduttologico, ma per qualsiasi tipo di lavoro in cui sia necessario concentrarsi (lo studio, per esempio). E’ un semplice cronometro, che seziona il tempo di lavoro in 25 minuti con 5 minuti di pausa obbligatori per recuperare lo sforzo accumulato; difatti è scientificamente provato che dopo 25 minuti di lavoro l’attezione inizia a diminuire. Inoltre, si riducono le perdite di tempo, potenziando al massimo il rendimento.
  8. CONOSCERE A FONDO I PROGRAMMI CON CUI LAVORI: iscriviti a un corso di Word avanzato, a corsi di programmazione e, soprattutto, a utilizzare Google in modo appropriato.
  9. A CACCIA DI CLIENTI: andare sempre in cerca di nuovi clienti, scrivere alle case editrici e siti internet per correggere eventuali errori nelle traduzioni.

Questi sono solo pochi dei moltissimi consigli che un buon traduttore dovrebbe sempre seguire, all’inizio della sua carriera per poi continuare e approfondire nel suo percorso.

Buon lavoro!

Traduttore traditore

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Prima d’iniziare i miei studi di traduzione non davo il giusto peso al lavoro del traduttore. Ogni volta che compravo un libro lo sceglievo in base alla trama, all’autore (italiano o straniero), addirittura alla copertina; è risaputo che i colori dei prodotti da comprare, insieme all’imballaggio, sono fondamentali nel convincere il cliente ad acquistare l’oggetto. L’imballaggio. Qualcosa da cui siamo fortemente attratti, che prendiamo in mano, rigiriamo tra le dita, osserviamo e alla fine magari compriamo. L’imballaggio a volte ha più importanza del piccolissimo nome scritto nel frontespizio di un libro; quello del traduttore o della traduttrice. Anni e anni di lavoro per essere considerati meno della plastica e del cartone di un prodotto da comprare.

E’ per questo che ho scelto di dedicare un blog intero al grandioso lavoro del traduttore, ma non solo.

La traduzione non è semplicemente «saper parlare una lingua straniera». E’ pura arte e allo stesso tempo scienza, come sostiene Barnstone, è una miscela strana di discipline estremamente diverse da loro, talvolta discordanti ma che formano un amalgama impressionante. E’ letteratura con scienza, architettura, medicina, fisica, chimica, geografia, storia, arte contemporanea.

Difatti questo blog non tratterà solo i temi estremamente inerenti alla traduzione, ma qualsiasi elemento culturale rilevante ed utile per questo tipo di lavoro e per l’arricchimento personale.

Quante cose deve sapere un traduttore? Tante. Ma quanti anni ci vogliono per diventare un traduttore eccelso? Una vita intera.

Ciononostante vale la pena provarci, non vi pare?