Terminologia con SDL Multiterm

Come creare e gestire i tuoi database terminologici

Cosa significa creare un database terminologico?

Creare un database terminologico significa raccogliere, ordinare, classificare e salvare una lista di termini specializzati.

Può essere creato in base a un progetto, a una particolare specializzazione o a un cliente.

A cosa serve un database terminologico?

Il traduttore lavora con tanti termini, tutti i giorni, che appartengono a diversi settori e clienti.

Nella traduzione specializzata, ad esempio, è fondamentale creare e avere sempre a disposizione delle liste di termini nella lingua source con la rispettiva traduzione, definizione, descrizione, note e -perché no- anche immagini.

Per quanto riguarda invece la transcreation o traduzione per il marketing, sconsiglio l’uso di tool specifici per traduttori professionisti, poiché è un tipo di traduzione creativa, in cui seguire la segmentazione data da un CAT tool o le proposte di un database terminologico potrebbe essere fuorviante.

Usare un database terminologico durante il processo di traduzione

Caricare un TB sul tuo CAT tool mentre traduci non ha davvero prezzo.

Passerai da essere un traduttore con tempi di traduzione normali a scheggia fulminea in un battibaleno.

Come funziona il mio file TB?

Sembra complesso, ma una volta che ci hai preso la mano è davvero molto semplice.

Salva la parola source e la relativa traduzione (anche frasi intere) selezionando i termini e facendo clic su F2.

Nei segmenti seguenti, se compare lo stesso termine salvato in precedenza, il software lo rileva.

Appena digiti la prima lettera del termine in questione, Multiterm te lo propone immediatamente.

Fai clic su INVIO e il gioco è fatto.

Occhio a dove salvi i file

Un consiglio: attenzione a dove (e come) salvi i tuoi database.

Io creo sempre una cartella nuova per ogni TB, poiché ogni volta che apri il tuo file in Studio, si apre anche una serie di altri file.

Credimi, se non li collochi tutti nella loro rispettiva cartella sarà un vero caos!

Può sembrare complesso e frustrante dover imparare l’ennesimo programma informatico nel nostro lavoro… ma credimi, ne vale realmente la pena.

Non solo termini

Il programma consente all’utente di salvare altre informazioni del termine che desidera salvare.

Eccoti una breve spiegazione in immagini di quello che devi fare per creare il tuo fantastico file.

Immagini esplicative su come creare il tuo termbase

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Se il programma non ti mostra subito la cartella in cui verrà salvato il database, prova a guardare in Unità C, Documenti, Studio 2021 (o la tua versione del software), Termbase.

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In questo punto non scordarti di inserire anche la lingua di destinazione.

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Qua puoi aggiungere tutti i campi che desideri: definizione, contesto, web, descrizione, genere grammaticale, e perfino “immagine”, in cui puoi allegare una foto del termine che apparirà nel tuo termbase.

Basta fare clic su Properties e scegliere l’estensione di file che allegherai (se si tratta di una immagine, sarà MULTIMEDIA).

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Seleziona tutti i campi creati nella finestra precedente, poi Term Level (sopra a sinistra) e infine Add.

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Grandioso, vero?

Se hai delle domande, scrivimi sotto nei commenti, oppure inviami una mail.

Ti risponderò in tempo record, promesso 😉

Il traduttore specializzato

Come si diventa traduttori specializzati?

Se parto da zero

Ogni traduttore può diventare un traduttore specializzato.

Il salto da traduttore generico a traduttore specializzato può essere pressoché immediato quando ricevi una commessa di traduzione di un manuale di una moto, di un sito Internet che vende impianti di riscaldamento o di aria condizionata, o delle istruzioni di una macchina a controllo numerico, da consegnare in meno di una settimana.

L’ideale sarebbe accettare sempre e solo progetti di traduzione con cui ti senti a proprio agio, ai quali hai già lavorato in precedenza, appartenenti a specializzazioni a te familiari.

Ma -ahimé- non sempre è possibile. All’inizio è inevitabile imbattersi in progetti appartenenti a campi di specializzazione sconosciuti, e molto spesso è proprio il lavoro che ti porta ad approfondire ambiti ben precisi.

Quasi senza volerlo, anni fa mi sono trovata a lavorare con molti testi sulla moda, e una delle mie specializzazioni adesso è proprio quella (sì, anche la moda può essere considerata un settore più che specializzato). Ho tradotto molte descrizioni di prodotti, articoli di giornale, comunicati stampa e pubblicità per Desigual, Armani, Colmar, e altre case di moda molto famose a livello internazionale.

In tanti scelgono di seguire dei corsi di laurea o master ben precisi, ad esempio sulla traduzione letteraria, sulla traduzione giuridica, dei corsi sulla traduzione di bilancio o sulla traduzione di brevetti.

Indubbiamente lo studio è sempre cosa buona, anche se la pratica, a parer mio, lo è molto di più.

Il mio consiglio? Lanciati. Provaci. E mettici tutto l’impegno e tutta la passione per ottenere risultati di altissimo livello.

Come faccio a dire di sì e ottenere ottimi risultati se non sono ancora un traduttore specializzato?

  1. Documentati. E impara a navigare su Google in modo efficace e veloce.

2. Consultati con qualche collega che conosce già l’argomento, chiedendogli delle dritte su qualche database che ancora non conosci.

3. Leggi (velocemente) altri testi che trattano la stessa tematica.

4. Utilizza risorse utili. La base terminologica europea IATE, ad esempio, offre traduzioni di termini tecnici in 25 lingue diverse, appartenenti a molte categorie e specializzazioni. Ultimamente ho scoperto un’altra pagina eccezione, se devi lavorare a un progetto che parla di seta: SILKNOW, in cui puoi trovare la traduzione di termini come “seta annegata” in:

  • Spagnolo (seda ahogada);
  • Francese (soie produide par étouffage des cocons);
  • Inglese (drawn silk).

Il web ha davvero tante risorse di valore che puoi utilizzare per documentarti velocemente e ottenere un buon testo.

Occhio però: è anche pieno di traduzioni completamente sbagliate.

L’utilizzo sempre maggiore della traduzione automatica ha abbassato il livello di molti testi tradotti presenti online. Per cui non fidarti mai a occhi chiusi di PDF in varie lingue che trovi per caso durante la tua ricerca.

5. Approfondisci la tua terminologia, parlando anche con professionisti non traduttori.

Una volta, ho chiamato un mio amico elettricista per chiedergli se una “messa a terra”, secondo lui, poteva avere questa o quella caratteristica. E mi ha aperto un mondo.

Se sono già ferrato nella specializzazione del testo che mi hanno commissionato, cosa devo fare?

Ottimo. Parti già più che avvantaggiato.

La tua documentazione sarà sicuramente più veloce. Magari dovrai metterti a scovare qualche nuovo termine qua e là, e con qualche veloce ricerca potrai completare il tuo database terminologico personale in modo semplice e rapido.

Io ne uso di due tipi:

  • Database in Excel
  • Database in Multiterm

Se usi CAT tool tipo Trados Studio il lavoro sarà ancora più semplice, perché puoi caricare il tuo file .sdltb nel programma e il gioco è fatto.

Puoi vedere come creare il tuo database in questo articolo (a breve online).

Ti consiglio di dare sempre un’occhiata al testo prima di iniziare il lavoro, per chiedere eventuali dubbi al committente (se sei alla gestione di un progetto di traduzione, leggi questo articolo).

Una volta che hai tutti i tuoi tool e siti Internet di qualità aperti, puoi lanciarti nel lavoro.

Alla fine, ricordati di passare il testo in un software per il controllo della qualità, di correggere eventuali errori o unificare la tua terminologia.

Esporta il file pulito, se stai utilizzando un CAT tool, rileggi il tutto, passa il correttore di Word e invia.

Complimenti!

Adesso puoi dire di avere intrapreso la strada verso una determinata specializzazione; o di esserti specializzato ancora di più nel tuo settore 😎


Risorse utili online

Libri di approfondimento

La traduzione specializzata di Federica Scarpa è un libro didattico, dal taglio universitario, per amanti di questa disciplina (o per studenti che devono passare un esame in questa materia). Lo consiglio per capire realmente tutti gli studi che si celano dietro la traduzione specializzata e l’arduo compito di chi ci lavora tutti i giorni.

È particolarmente interessante capire tutti i livelli orizzontali e verticali che può toccare un testo specializzato.

Vi ho incuriosito? Ecco un ottimo volume per trascorrere quest’ultimo semi-lockdown.

Buona lettura 😉

Ci vediamo nel prossimo articolo.

Come si organizza un progetto di traduzione?

Il project manager.

Un progetto di traduzione ben organizzato è il giusto inizio per ottenere risultati di successo. Perché una volta che il cliente dice di sì, gli ingranaggi iniziano a girare. A girare veloce. A girare molto veloce.

I passi da seguire per organizzare un progetto di traduzione

Analizza il testo

Prima di tutto, bisogna valutare se è meglio utilizzare un CAT tool oppure no. A parer mio, non tutti i testi sono adatti per questi tipi di software. Manuali, libretti e tutti quei documenti tecnici che hanno bisogno di un controllo terminologico extra devono per forza passare da programmi professionali appositi. Altri invece no, come ad esempio testi divulgativi, Power Point di carattere generale, testi più creativi, in cui suddividere i paragrafi in segmenti può essere controproducente.

Passa all’azione

Se il testo non ha bisogno di tool particolari…

Leggi il file per individuare eventuali errori o dubbi da delucidare con il committente.

È molto importante avere tutto ben chiaro prima di partire con il lavoro vero e proprio.

Spesso i testi sono pieni di refusi, errori di battitura, frasi difficili da capire perché scritte per essere lette internamente, paragrafi tagliati o scannerizzazioni con parti offuscate.

Ogni tipo di anomalia deve essere chiarita subito, almeno puoi comunicarla subito al tuo collaboratore che lavorerà al testo.

Se il testo ha bisogno di CAT tool…

Carica il file, aggiungi una memoria di traduzione o creane una in caso di nuovo cliente, o se devi tradurre un testo di una specializzazione con cui non avevi mai lavorato prima.

Dopo di ciò, avvia un’analisi veloce e calcola il numero di parole da tradurre.

Questo passaggio è molto importante nella fase di preparazione del preventivo, perché aiuta a capire le tempistiche per la consegna del progetto di traduzione, e se sono necessari più traduttori, oppure ne basta uno solo.

Fai un’analisi terminologica

Fare un’analisi terminologica significa andare alla ricerca dei termini più tecnici presenti nel testo.

Un ottimo metodo è compilare un foglio Excel con varie colonne, suddivise in questo modo:

  • Colonna A: TERMINE SOURCE
  • Colonna B: PROPOSTA TARGET
  • Colonna C: DEFINIZIONE
  • Colonna D: IMMAGINE

Una volta terminato il tuo Excel, puoi passarlo al traduttore che lavorerà al testo, e che può compilare man mano che procede con la sua traduzione per mantenere la coerenza terminologica.

È possibile anche caricare questi file all’interno del nostro CAT tool, per eseguire controlli di qualità finali e modificare eventuali sinonimi utilizzati con la giusta terminologia approvata dal cliente del progetto.

Invia il tuo progetto al traduttore

Invia il tuo progetto al traduttore assicurandoti di fornire tutte le linee guida necessarie per svolgere un lavoro perfetto:

  • Chiedi sempre di confermare la ricezione dei file
  • Chiedi sempre di passare perlomeno un paio di strumenti per il controllo della qualità (Xbench, ad esempio) una volta terminata la traduzione
  • Invia l’Excel con la terminologia da seguire o compilare, oppure condividi il file sul cloud

Rimani sempre a disposizione per qualsiasi domanda o dubbio.

Conclusione del progetto di traduzione

You’ve got a mail

Appena ricevi il tuo testo, RIGUARDALO, RILEGGILO, RIANALIZZALO, RISPULCIALO PIÙ CHE PUOI. Perché quattro occhi sono meglio di due. E se ne aggiungi un paio e arrivi a sei, ancora meglio.

Puoi usare tool davvero utili per il controllo qualità, come ad esempio Xbench -vedi sopra- la funzione Verify di Trados Studio (l’ultima versione Trados Studio 2021 uscita a dicembre 2020 è davvero eccezionale) oppure software a pagamento come Verifika, di cui mi hanno parlato bene ma che non ho mai provato.

Ovviamente, alla fine, il controllino ortografico su Word è d’obbligo 🙂

Et voilà. Ecco il tuo progetto bello che pronto.

Non ti rimane che aprire la tua casella di posta elettronica, aprire il feed con il cliente, scrivere una bella mail, inviare il tutto e correre a prepararti un bell’espresso.

Perché, diciamocelo, te lo sei proprio meritato 👨‍💻🦸‍♂️☕

La formazione (continua) del traduttore

Era luglio, in una pandemia altalenante (ci sarebbe stata o no la fatidica seconda ondata a ottobre?), e il periodo non era di certo dei più rosei dal punto di vista professionale.

Di traduzioni ne arrivavano, soprattutto quelle per vendere mascherine a più non posso, ma io non mi sentivo soddisfatta. Erano già dieci anni che traducevo, e traducevo, e traducevo ancora. Mi mancava la scintilla, un qualcosa che mi desse un fremito la mattina quando suonava la sveglia. Qualcosa di diverso, che mi facesse sentire un po’ più viva nel mio lavoro.

Volevo ampliare le mie conoscenze nel digitale, fornire dei servizi in più e mettermi alla prova in qualcosa di nuovo, ma che fosse collegato alla mia professione.

Et voilà. La lampadina si accese. Un corso di copywriting, per produrre testi, e non solo tradurre quelli degli altri. Avevo voglia di iniziare a creare qualcosa di mio, che magari potesse un giorno venire tradotto da qualcuno.

Copywriting. Mi affascinava anche solo il nome.

Mi iscrissi a ADV di Copy42 l’ultimissimo giorno. Non ero sicura di avere abbastanza tempo da dedicare a un corso formativo, ma alla fine decisi di farmi questo regalo. E non potrei esserne più felice.

Ecco cosa ho imparato:

  • Adesso so cos’è un PAYOFF. Hai presente quelle scritte a effetto che si trovano sotto i brand famosi? Proprio quelle! Ecco un esempio che forse conoscete 😉

Capito no?

Ebbene sì, per trovare tre paroline da mettere una dietro l’altra (e che funzionino) ti ci possono volere settimane. O mesi. O anni.

  • Adesso so cosa (e quali) sono gli ARCHETYPAL BRANDING. Davvero super interessanti. Dopo questa lezione ti rendi conto di come fanno i brand a farci comprare i loro prodotti. Ti consiglio di leggerti questo libro qua per scoprire se la tua azienda è un UOMO COMUNE, un ANGELO CUSTODE o un RIBELLE. Poi fammi sapere 😉
  • Adesso so cos’è il TONE OF VOICE, o tono di voce, essenziale per dare il giusto carattere ai testi di un’azienda
  • So anche cos’è il NAMING, la struttura di un COMUNICATO STAMPA e fare l’EDITING di un testo
  • Adesso so cos’è una HEADLINE, come si scrive un annuncio per la radio e per la televisione
  • Ho avuto qualche problemino nel creare una campagna NO-PROFIT, ma ho capito cosa si nasconde dietro ogni annuncio di Amnesty International
  • So cos’è un LONG COPY e cosa significa comunicare per un’azienda con la CORPORATE COMMUNICATION
  • Adesso so cosa si cela dietro una TRANSCREATION, un poster di un personaggio POLITICO, e ho imparato addirittura qualche tecnica per fare comunicazioni UMORISTICHE

Bello vero?

Immagina di poter usare tutte queste conoscenze nelle tue Traduzioni. Fantastico. Sai che salto di qualità?

Ci vuole tanta, tanta, tanta pratica, ma con passione e duro lavoro il risultato porterà certamente a cose belle e soddisfacenti, per te e per il tuo cliente.

Quando si dice che non si smette mai di imparare…

I libri che ho letto e che ancora sto leggendo sono stati davvero illuminanti.

Di alcuni ti avevo già parlato nel mio post I lunedì, poi ci sono questi:

Ho deciso anche di iscrivermi all’Associazione italiana copywriter A.I.Copy, che ha anche una pagina Facebook molto interessante.

Beh, non posso dire che mi sia annoiata in tempi di lockdown, anzi, è stato un momento che mi ha fatto fermare a riflettere sul cammino percorso, con lo sguardo rivolto verso il sentierto che d’ora in poi voglio imboccare.

L’uomo è resiliente e davanti alle avversità, prima o poi, la strada giusta la trova. L’importante è schiarirsi bene le idee (magari facendo un po’ di yoga), leggendo un libro che ci fa stare bene, guardando una serie illuminante o semplicemente fermandosi a pensare al tavolo di cucina.

L’importante è non fermarsi, ma andare avanti, nel lavoro e nella vita.

Niente può fermare un traduttore. Né la PEMT. Né i software di traduzione automatica. Né il COVID-19.

Il prossimo corso o evento on-line? Tra un mese e mezzo te lo racconto 🙂

I lunedì

Chi ben comincia…

I lunedì sono fatti per iniziare la palestra, la dieta, andare a camminare 20 minuti e bere 2 litri d’acqua al giorno.

I lunedì sono un po’ come un inizio anno che si ripete ogni settimana. Una nuova possibilità per iniziare qualcosa che avevamo rimandato per troppo tempo.

Ed eccomi qui, con tutti i miei buoni propositi per un nuovo inizio. Potevo scegliere il 1º gennaio, ma sarebbe stato troppo scontato. Lunedì 18 gennaio 2021. Il giorno perfetto per riaprire la copertina e continuare a condividere con te la mia vita da traduttrice freelance.

Mi piacerebbe iniziare parlando dell’ultimo anno passato, L’ANNO DEL COVID-19.

Non è stato di certo un periodo facile, ed è difficile osservarlo dal punto di vista tipo bicchiere-mezzo-pieno, ma forse di qualcosa possiamo fare tesoro.

Il mio proposito di oggi è proprio quello di iniziare con un racconto positivo per tutti, freelance, traduttori, copywriter, dipendenti statali, aziendali, disoccupati. Tutti-tutti.

Perché non è mai troppo tardi per rimettersi in gioco 🙂

Cose bellissime del 2020 che non avrei mai fatto senza lockdown

Lo studio

Dopo più di 10 anni di professione, un errore fatale è stato quello di pensare che ormai la formazione non mi serviva più.

Così, nei mesi più difficili e in cui il lavoro scarseggiava, decisi che, oltre alla traduzione, avrei iniziato a studiare anche copywriting.

Ho fatto delle ricerche su Internet, ho letto articoli, recensioni, profili di colleghi su LinkedIn, fino a trovare il blog di Pennamontata, che offriva corsi di copywriting on-line. Mi sono letta qualche articolo, e senza pensarci troppo mi sono iscritta a uno dei loro corsi. Beh, devo dire che è stata una scoperta davvero piacevole.

I corsi sono davvero tostissimi, ma vale la pena provarci, anche solo per rivivere le sensazioni provate all’università (ahimè… quanti anni son passati).

Quindi, se sei interessato a espandere i tuoi orizzonti, ti consiglio di farci un pensierino e di metterti alla prova. Chissà, magari scopri di essere un pubblicitario nato 😉

Lo yoga

Mai e poi mai mi sarei immaginata di mettermi SUL SERIO a fare yoga.

No, non sono io questa.
La prossima volta però ne posto una con me nella posizione del cane a testa in giù, promesso 😛

Bellissimo. Una roba davvero assurda (come si direbbe a un amico per telefono). Difficile, eh, soprattutto la parte di meditazione e quelle asana che ti fanno arrivare il sangue al cervello dopo 5 secondi.

Ho seguito le lezioni di Denise Dellagiacoma, incontrata per caso su Facebook. Anche lei, una scoperta davvero molto gradevole.

Raccomando a chiunque sia costretto in casa per lavoro, lockdown, COVID-19, bambini, traduttori, mariti o mogli gelose, di stirarsi bene a fine giornata con questa disciplina, per calmare mente e corpo. Lo consiglio soprattutto per quelle giornate un po’ più da bicchiere-mezzo-vuoto, con troppo lavoro e senza molte attività di svago in cui potersi sfogare.

Vedrai, una volta provata, sarà una sorpresa a cui difficilmente potrai fare a meno.

I libri

E poi last but not least: libri, libri e ancora libri.

Ecco qua i miei TOP-5

In ordine di apparizione:

  1. Testi che parlano. Il tono di voce nei testi aziendali – Valentina Falcinelli
  2. Il cervello creativo Neil Pavitt
  3. L’Ickabog – J.K. Rowling
  4. Brand language tone of voice by Wordtree way – Liz Doig
  5. La grammatica della fantasia – Gianni Rodari
  1. Testi che parlano. Il tono di voce nei testi aziendali di Valentina Falcinelli è un manuale alla scoperta del tono di voce davvero molto interessante. È pieno di esempi, esercitazioni e spiegazioni che aiutano a capire cosa sia questa disciplina che sta prendendo sempre più piede anche in Italia. Se ti interessa il mondo del copy, è un libro da avere per forza sullo scaffale dello studio. Voto: 9/10
  2. Il cervello creativo di Neil Pavitt si compone di 45 consigli da mettere in pratica per sviluppare la creatività. Parla di “agire e smettere di lagnarsi”, di “guardare le cose in modo diverso”, di “vedere il bicchiere mezzo pieno” e di creare una “lista delle cose fatte” invece di un elenco delle cose ancora da fare. Davvero utile per cambiare il proprio punto di vista ed essere più creativi sul lavoro. Voto 9/10
  3. Beh, che dire. L’Ickabog è stato come un fulmine a ciel sereno. Immagina di essere all’Esselunga, cercando di ricordare la lista della spesa che ovviamente hai lasciato a casa, con già mezzo carrello pieno di cose inutili, ti giri e vedi L’ULTIMO LIBRO DELLA ROWLING CHE NON SAPEVI NEANCHE STESSE SCRIVENDO. È LÌ, SULLO SCAFFALE, CHE TI GUARDA. Non potevo credere ai miei occhi. Pensai subito che ci fosse un errore, e invece no. Era proprio là. L’ultimo volume della mia amata J.K. Da quel momento il mio carrello era al completo. Via subito in cassa e di filata a casa per leggerlo tutto d’un fiato. Voto: 10/10.
  4. Brand language tone of voice by Wordtree way di Liz Doig l’ho scoperto per caso navigando nello store del mio Kindle. Stavo cercando materiale sul copywriting e ho trovato questo volume. In lingua inglese, è davvero molto interessante. Anche qui si propongono molti esempi ed esercitazioni. Da leggere più e più volte per imparare e mettere in pratica questa interessante disciplina. Voto: 10/10
  5. E infine lui, Gianni Rodari. La grammatica della fantasia è un viaggio nell’arte di inventare storie spiegato da un narratore esperto in materia. Adoro quando dice che nelle scuole, oltre alla matematica, alla geografia, alla storia e all’italiano, si dovrebbe insegnare anche la fantastica come materia. Non sarebbe fantastico? Voto: 9/10

Namastè, ehm, grazie.

Ed ecco che il mio lunedì è giunto al termine 🙂

Ti ringrazio davvero tanto per essere arrivato fin qui, e ti aspetto nel mio prossimo articolo.

Intanto, aggiorno la lista delle cose di lunedì 18 gennaio 2021:

– Scrivere sul blog.

Fatto 😉