Il traduttore non esiste

Traduzione generale

Inizierò questo articolo con la citazione presente in un interessantissimo post che ho letto in questi giorni, Literary Translators: The hidden architects of the foreign language novel (http://uponmyword.com/literary-translators-the-hidden-architects-of-the-foreign-language-novel/trackback), nel quale si descrive la sottostimata condizione del traduttore, che rimane umilmente nascosto dietro la struttura architettonica di qualsiasi tipo di testo. In poche parole, si legge nell’articolo, il traduttore non esiste, o non deve esistere in determinate situazioni, affinché i meriti (e talvolta i demeriti) siano attribuiti unicamente all’autore del testo originale.Anche noi usiamo il microscopio!

In questo post in concreto, viene trattato principalmente il lavoro dei traduttori di romanzi, mansione difficilissima e assolutamente sottovalutata, nella quale raramente il lettore del testo meta è interessato a chi si è preso la briga di ricreare nella lingua target le centinaia di pagine scritte in inglese, francese, spagnolo o chissà quale altra lingua esotica. Tuttavia il lavoro di trascrivere un determinato tipo di testo e di affascinare il pubblico della lingua di arrivo con parole sublimi ed espressioni convenienti appartiene proprio ai traduttori, ed è evidente quando un buon professionista si cela dietro alle righe di un testo ben scritto.

Possiamo tranquillamente ampliare il ventaglio a qualsiasi tipo di testo e non solamente ai romanzi. I traduttori si nascondono dietro ai manuali di istruzioni di elettrodomestici, dietro le confezioni di shampoo che ogni giorno utilizziamo sotto la doccia, dietro a opuscoli pubblicitari, dietro al sito internet internazionale delle nostre scarpe preferite.

Oltre alle sopracitate categorie in cui un traduttore può trovarsi coinvolto, vorrei soffermarmi a descrivere brevemente le particolari difficoltà che si celano dietro a un testo di marketing.

Durante la traduzione di un interessantissimo documento commerciale, mi ritrovai di fronte a questa frase, che, nonostante la sua brevità, risultò essere un vero e proprio rompicapo, la cui soluzione si presentò solamente dopo qualche ora di riflessioni e di modifiche delle varie possibilità che mi ero annotata accanto al testo originale:

“You have bought a new XXX. How about it”

Stop. Punto. Assolutamente nessuna informazione addizionale che mi facesse capire come tradurre quell’espressione un po’ slang dell’inglese americano.

Avrei potuto scegliere di fare una traduzione del tipo:

“Hai comprato un nuovo XXX. Come ti sembra”

ma non mi sembrava che suonasse molto bene in un opuscolo illustrativo del prodotto. In queste particolari situazioni entra in gioco il vero lavoro del traduttore. Una frase che può sembrare estremamente semplice e assolutamente comprensibile nella lingua originale, se posta in un determinato tipo di testo e in una determinata posizione del paragrafo che dobbiamo tradurre può divenire un vero e proprio tormento per il traduttore.

Il yraduttore architettoLe prime domande che sorgono nella mente del professionista sono: come tradurre questa frase? È meglio rimanere letterale o cambiarla completamente e inventarne una nuova, cercando di rimanere il più vicino possibile alla semantica e alla pragmatica dell’espressione? E se al cliente non piace? Conseguentemente dobbiamo prendere una decisione, rileggerla più volte ovviamente, cambiare qualche virgola, dividerla in un paio di clausole magari, per dare più forza alla parte finale della frase a effetto. L’importante è azzeccare la versione che piacerà al cliente finale, l’acquirente vero e proprio del prodotto, affinché lo scopo del testo originale sia presente anche nel testo meta nella lingua straniera.

Per queste tre misere parole, il traduttore può impiegare molto del suo preziosissimo tempo, senza ricevere nessun elogio al rispetto. In fin dei conti l’idea non è sua, lui è solo la macchina, la parte tecnica, l’esperto delle parole che trascrive un testo inventato da qualcun altro nella sua lingua madre, non il genio delle frasi a effetto.

Ed è proprio qui che giace l’ERRORE di molti. Il traduttore che ricrea l’idea dell’autore originale in una seconda lingua è complice di un testo ben scritto, di una pubblicità grandiosa o di una frase che colpisce il pubblico della lingua meta.

Un traduttore può peggiorare, migliorare o lasciare invariato un determinato testo. A lui la scelta. O la capacità, ovvio.

È molto importante che ci sia anche il suo nome sul pezzo di carta o sul foglio digitale accanto a quello del creatore del testo, che sia un romanzo letterario di scala mondiale, un foglietto illustrativo di un prodotto comprato al mercato o di una brochure di carattere generale. Il suo nome non può essere abbandonato nell’oblio, non è giusto.

È tempo di riconoscere il lavoro di questa meravigliosa categoria professionale, attribuendo i giusti meriti e demeriti ai trascrittori che si nascondono dietro un determinato tipo di testo, e di avvalersi della loro esperienza e delle loro conoscenze, per toccare con mano la reale grandezza di un prodotto creato da un buon professionista dotato di anni di esperienza nel mondo della traduzione.

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Pequeños consejos para empezar la actividad de traductor e intérprete (¡no, no es imposible!)

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Versione italiana

2013 fue un año increíble.

En cuanto terminé la universidad pensaba que iba a ser imposible ser traductora autónoma. Sin embargo no fue así.

Tampoco puedo decir que no se hayan presentado algunos problemillas relativos al aprendizaje de programas de memorias de traducción, a la búsqueda de nuevos cliente, a la publicidad de mi actividad (yo personalmente me considero una pésima comercial, ¡sobre todo a nivel personal!), a las asociaciones de traductores e intérpretes, al estudio de determinados temas de interpretación. Pero… ¡qué gusto cuando se ven los resultados finales!

Sin duda ninguna fue muy importante la ayuda que me dieron algunos compañeros, señalándome el justo camino para empezar esta actividada tan peculiar y proporcionándome a la vez muy buenos consejos para encontrar nuevos clientes.

Esto es justamente lo que pretendo hacer con este artículo: arrojar un poco de luz en el camino de aquellos futuros traductores que aún no saben por dónde empezar.

Pero dejémonos de cuentos ya, y empecemos por el ABC, desde el día en el que decidí convertirme en una traductora e intérprete profesional, tras haber terminado mis estudios en Traducción e Interpretación en la Universidad de Córdoba en España.

Guion del traductor rookie:

  1. Tomar aire, encender el ordenador y abrir cualquier programa de redacción de textos. Luego pensar en todas nuestras características mejores, bien a nivel profesional que personal, y preparar un buen currículum, intentando evitar escribir textos de 10 páginas o más. Lo mejor sería lograr coleccionar toda la información en una sola página, para que el cliente pueda ver en un golpe de vista todas nuestras experiencias y competencias sin perderse nada. Desaconsejo encarecidamente el uso del modelo Europass, muy poco legible y para nada claro, con demasiada información -para mi- innecesaria, que quita la atención sobre los puntos más importantes de nuestra carrera profesional y académica. En la primera página, es preciso subrayar los tipos de servicios que ofrecemos (escribir en grandes titulares las palabras “traductor/a” y/o “intérprete”), así como nuestros conocimientos informáticos, fundamentales para esta profesión, aparentemente tan humanística. Siempre empezar por el trabajo más reciente (en este caso desde el último trabajo llevado a cabo en este mismo año, 2014), hasta llegar, last but not least, a las primeras experiencias profesionales. Terminar añadiendo un buen párrafo relativo a nuestra experiencia académica y acabar con una nota explicativa relativa al tratamiento de los datos personales. Una vez haber redactado un buen currículum…
  2. Darse de alta en asociaciones profesionales de traductores e intérpretes (yo pertenezco a la AITI, Associazione Italiana di Traduttori e Interpreti) y a páginas web especializadas. A veces merece realmente la pena invertir un poco de nuestro tiempo y dinero en estas plataformas, en las que se pueden encontrar buenos compañeros y clientes interesantes, además de ofertas de trabajo todos los días.
  3. Preparar una bonita tarjeta de visita y, si queremos, un folleto ilustrativo con nuestros servicios, sobre todo para empresas que no sean agencias de traducción, a las que desaconsejo enviar CV, ya que no estamos pidiendo trabajo, sino ofreciendo un servicio. Hay varias páginas web que ofrecen servicios de impresión de tarjetas de visita, como por ejemplo  Vistaprint, en Italia.
  4. Dedicar horas, días y meses a la búsqueda de clientes. Muchas veces entran ganas de tirar la toalla tras unos noes o después de haber enviado muchos mails sin haber recibido respuesta ninguna, pero no sabemos si cualquier que otro día, a lo mejor, justamente esa agencia que pasa olímpicamente de nosotros ahora mismo necesitará de nosotros. A mi me ha pasado muchas veces.
  5. No dejar que la gente se aproveche de nosotros “solo porque acabamos de empezar”. Somos profesionales y merecemos ganarnos la vida después de tantos años de trabajo, incluso al principio de nuestra carrera profesional. El año pasado hice una prueba de traducción para una agencia de traducción. Aprobé el test, “pero no suficientemente bien para empezar a trabajar para ellos de forma remunerativa”. Me ofrecieron pues una “maravillosa” oportunidad: ir a trabajar totalmente gratis y sin contrato para ellos, bajo forma de práctica… A mi me olió mal desde el principio. Estaba empezando y todavía no tenía muy claro cómo funcionaba aquello, así que me fui el primer día para ver si realmente merecía la pena, a lo mejor para futuros trabajos… Perdí dinero, tiempo y estuve fatal con la gente que tenía a mi lado. ¡OJO A LAS ESTAFAS!
  6. Seguir actualizándose y participar a conferencias relativas al mundo de la traducción. Por desgracia, muchas veces no conseguimos encontrar el tiempo necesario a estos tipos de actividad, aunque es muy importante para conocer a nuevos compañeros (no, ¡nuestro trabajo no es tan solitario!) y dar nuevos estímulos a nuestra actividad. Yo también debo meterme en el grupo de profesionales que no pudieron participar a muchas reuniones de traductores en 2013… ¡Pero uno de mis propósitos de este año es justamente eso! Atender a muchísimos congresos y actualizarme día tras día 😀
  7. Llegar a conocer muy bien el ordenador, la web 2.0 y los programas de traducción asistida. Esos conocimientos son unos must imprescindibles para obtener resultados óptimos. El mundo de la infórmatica nunca para de actualizarse y crear nuevos recursos. He aprendido que en esta profesión, si no se quiere los ordenadores, hay muy pocas esperanzas de sobrevivir. Bueno, tampoco quiero decir que sea indispensable darse de alta a un grado de informática para programadores, pero sí que el curso intensivo de informática aplicada de Xosé Castro impartido en la Universidad de Córdoba hace ya un par de años me vino muy bien.
  8. Aprender a utilizar Trados. Sí o sí. Y muy bien.
  9. Seguir enviando currículum todos los días, también si ya hemos conseguido algunos (o muchos) clientes, que vienen y van constantemente. Por eso es importante hacer propaganda, nuestra llave de éxito.

Con lo cual perseverancia y pasión hacia esta profesión son dos entre las caracteríasticas más importantes para triunfar. Sin ellas va a ser muy complicado poder recorrer el camino del traductor/intérprete autónomo y tener éxito.

Es duro, los resultados no se ven de inmediato, no hay sueldos fijos a final de mes, pero la satisfacción lo recompensa todo.

Así que para todos los aficionados de idiomas extranjeros y ordenadores, mi consejo es: intentadlo y ved con vuestros propios ojos si realmente merecen la pena tantos esfuerzos para vosotros.

¡Buen 2014! 😀

Piccoli consigli su come iniziare l’attività di traduttore e interprete freelance. (No, non è un’impresa impossibile…)

Interpretación, Traduzione generale

Versión española

Il 2013 è stato un anno incredibile.

Appena finita l’università pensavo fosse praticamente impossibile diventare una traduttrice freelance senza l’aiuto di nessuno. E invece non è stato così.

Bè, non posso dire che non si siano presentati alcuni problemini riguardo all’apprendimento di programmi di memorie di traduzione, allo scovare nuovi clienti, al farsi pubblicità (io mi ritengo una pessima commerciale, soprattutto a livello personale!), al capire il funzionamento delle associazioni di traduttori e interpreti, allo studio di determinati temi di interpretariato. Ma quanta soddisfazione alla fine…

Indubbiamente è stato fondamentale l’aiuto di alcuni colleghi che mi hanno indicato la giusta via per poter iniziare alla grande un’attività così particolare come questa, fornendomi a suo tempo degli ottimi consigli per scovare nuovi clienti e farsi conoscere. Ed è quello che ho intenzione di fare io con questo articolo: gettare un po’ di luce sulla via di quei futuri traduttori che non sanno molto bene da che parte iniziare.

Ma bando alle ciance adesso, e cominciamo dall’ABC, dal giorno in cui realmente presi la decisione di diventare una traduttrice e interprete professionale dopo aver terminato il corso di studi in Traduzione e Interpretazione.

Scaletta del traduttore rookie:

  1. Fare un bel respiro, accendere il computer e aprire un programma per redazione di testi. Dopodiché ripensare a tutte le nostre migliori caratteristiche, sia a livello professionale che accademico, e preparare un buon curriculum vitae, evitando di redigere papiri lunghi 10 pagine o più. L’ideale sarebbe riuscire a raccogliere tutte le informazioni in una singola pagina, affinché il cliente possa vedere in un colpo d’occhio tutte le nostre esperienze e competenze senza perdersi neanche una virgola. Sconsiglio caldamente l’uso del template di Europass, poco leggibile e per niente chiaro, con troppe informazioni -a parer mio- innecessarie che distolgono l’attenzione dai punti più salienti della nostra carriera professionale e accademica. Nella prima pagina mettere bene in risalto che tipo di servizio stiamo offrendo (scrivere a lettere cubitali le parole: “traduttore” e/o “interprete”) e le nostre capacità informatiche, fondamentali per questa professione apparentemente tanto umanistica. Iniziare sempre dall’ultimo lavoro svolto sino ad arrivare alle prime ma non meno importanti esperienze professionali, aggiungere un bel paragrafo delle nostre esperienze accademiche e terminare con una bella nota sul trattamento dei dati personali. Una volta preparato un buon curriculum…
  2. Iscriversi ad associazioni nazionali di traduttori e interpreti (solo per professionali laureati o professionisti che appartengono al settore già da molti anni) e a siti specializzati per traduttori e interpreti. A volte vale realmente la pena investire un po’ del nostro tempo e denaro in queste piattaforme, dove si possono incontrare buoni colleghi e clienti interessanti, nonché offerte di lavoro tutti i giorni.
  3. Crearsi un bel biglietto da visita e una brochure, nel caso si voglia fare del sano marketing aziendale. È sconsigliabile inviare il nostro curriculum alle aziende se vogliamo proporre la nostra collaborazione professionale. Bisogna ricordarci che non stiamo cercando lavoro ma clienti! Ci sono siti internet economici ma allo stesso tempo molto seri per stampare i documenti, come ad esempio Vistaprint, assolutamente raccomandabile.
  4. Dedicare ore, giorni, mesi alla ricerca di clienti. Molte volte viene voglia di gettare la spugna dopo pochi tentativi, ma in questo tipo di lavoro (così come in tutte le professioni freelance) è necessario investire molte ore -ahimè- non retribuite per raggiungere un portafoglio di clienti sufficientemente ampio per poter “arrivare alla fine del mese” senza troppo complicazioni.
  5. Continuare ad aggiornarsi e partecipare a conferenze relative al mondo della traduzione. Purtroppo molte volte non riusciamo a trovare il tempo per questo tipo di attività, ma è davvero molto importante per conoscere nuovi colleghi (il nostro lavoro non è così solitario!) e offrire nuovi stimoli alla nostra attività. Devo mettermi anch’io nel gruppo di professionisti che non è stato in grado di partecipare a molte riunioni tra traduttori nel 2013… Ma uno dei miei buoni propositi di quest’anno è proprio questo! Partecipare a moltissimi congressi e aggiornarmi sempre di più! 😀
  6. Conoscere molto bene il proprio computer, la web 2.0 e i programmi di traduzione assistita sono must imprescindibili per ottenere buoni risultati. Il mondo dell’informatica non smette mai di aggiornarsi e di creare nuove risorse, e questo vale anche per l’informatica della traduzione. L’esperienza sin’ora mi ha insegnato che in questa professione se non si amano i computer c’è poca speranza di sopravvivenza. Con questo non voglio dire che sia indispensabile iscriversi a un corso per programmatori e diplomarsi a pieni voti, ma nel nostro lavoro siamo pressoché soli, e quando si presenta un problema non possiamo ruotare la poltrona e chiedere al nostro collega seduto di fianco. Al massimo possiamo cercare nella web per trovare risposte soddisfacenti date da altri professionisti nostri colleghi, ma se non sappiamo cercare realmente bene, Google non ci aiuterà, questo è garantito. È quindi un circolo vizioso, la cui via d’uscita è solo la conoscenza approfondita dei nostri mezzi di lavoro. Di recente mi si è presentato un problema nel nuovissimo Trados 2014 che non riuscivo a risolvere; non fui in grado di trovare nessuna soluzione neanche in internet e per questo lo descriverò in questo link, dimodoché nessuno dovrà più passare dei brutti quarti d’ora prima della consegna di un progetto di traduzione.
  7. Continuare a inviare curriculum, a prescindere dal numero di clienti che siamo riusciti a raggiungere nell’arco di un determinato periodo di tempo. I clienti possono arrivare e andarsene con la medesima facilità e non sempre abbiamo la certezza di lavorare con loro per l’eternità. Per questo motivo un professionista freelance deve coprirsi le spalle senza gridar vittoria troppo facilmente. La promozione dev’essere costante, è la nostra unica chiave di successo per assodare una buona attività produttiva.

Quindi perseveranza e passione per questa professione sono due tra le caratteristiche più importanti per sfondare nella carriera. Senza di esse sarà molto difficile poter percorrere il cammino del traduttore/interprete freelance e avere successo.

È duro, i risultati purtroppo non si vedono immediatamente, non esistono “buste paga” a fine mese sicure e garantite ma la soddisfazione è grande.

Quindi per tutti gli appassionati di lingue straniere e computer, il mio consiglio spassionato è di provarci e toccare con mano se realmente, per voi, ne vale la pena.

Buon 2014! 😀

De TRADUCTORA a BLOGGER. Las maravillas de las prácticas

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Playa de Bolonia, Tarifa, España

Los caminos del traductor son infinitos… En serio os lo digo.

Acabo de tener una entrevista de trabajo para conseguir una plaza en una empresa de traducción y, después de una hora de charla con un chaval muy amable y agradable, resulta que consigo unas prácticas en la misma agencia no como traductora e intérprete, sino como responsable social network para el idioma español y como blogger. 

BLOGGER.

Suena tela de guay. Aparte de que no me van a pagar.

Pero, ¿qué importancia tiene el hecho de que no cobras?

Me explico mejor. Todos sabemos que este periodo tan particular en el que vivimos no es uno de los mejores desde el punto de vista de las posibilidades profesionales, sobre todo para los jóvenes, especialmente si licenciados. O plurilicenciados.

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Suena como una de las tonterías más gordas de la historia, pero, por desgracia, no es así.

Ya lo tengo más que comprobado: si no me hubiese lanzado en los estudios hace 9 años ahora mismo estaría trabajando en un bonito banco, con mi sueldo fijo al mes y mi bonita hipoteca para mi bonita casa que sería mía dentro de unos 40 años. Buen plan. Pero a mi los caminos fáciles nunca me han gustado.

Decidí meterme a prueba, escuchar a las voces que me decían: “estudia idiomas y se te abrirán TODAS LAS PUERTAS DEL MUNDO”. Bobadas.

Pero yo, aún no satisfecha de mi primera carrera, decidí comenzar la segunda, en otra nación, en España.

Conseguí terminarla en tres años en vez de cuatro pero……. aún esas puertas ni se ven de lejos. Bueno, en realidad algo de luz se nota al final del túnel; una luz débil y floja, pero allí está. Esa es justamente el curro al que tienes que trabajar sin cobrar para adquirir LA BENDITA EXPERIENCIA QUE TODO EL MUNDO PIDE A CHAVALES QUE AÚN NO HAN CUMPLIDO LOS 30 PERO QUE DEBEN TENER: 4 carreras, 6 idiomas extranjeros, entre ellos chino, ruso y japonés y, posiblemente, un par de años de trabajo en cualquier empresa.

A ver, ¿cómo demonios podemos adquirir experiencia si NADIE nos lo permite? Pues esa lucecita en la oscuridad: las prácticas no remuneradas.

Por lo tanto, la respuesta a mi pregunta inicial es sí, merece la pena hacer experiencias gratis al principio, aunque sea durante un mes o dos, en una buena empresa.

Me alegro haber encontrado esta oportunidad, aunque tenga que gastarme un pastón de dinero en gasolina por un tiempo, porque todo es una prueba en la vida y todo nos lleva a algo.

De traductora a blogger…

¿Por qué tantos pronombres indefinidos en una sola frase? Porque creo que son las palabras que mejor pueden explicar nuestra situación hoy en día: el indefinido, el no saber hacia adónde estamos yendo, la inseguridad de nuestra profesión.

Pero está guay.

Es ahora que tenemos que jugar todas nuestras cartas y dar lo mejor de nosotros para conseguir lo que queremos lograr en la vida. Una vez logrado ya podremos empezar a aburrirnos de ella.

La nuestra es la situación mejor: no tenemos nada que perder y tenemos todo adelante todavía. Debemos solo elegir bien.

Yo elijo seguir practicando para aprender. Hasta que mi día también llegue.

¿Y vosotros?

Traductora feliz. Tarifa, España

Un beso y buena suerte a todos los jóvenes desgraciados que se encuentran en mi misma situación…

¡La mejor de todas! 😉